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La prova costume? Stressa le ragazze più giovani

La moda, si sa, va presa con moderazione altrimenti rischia di portare ad eccessi pericolosi per la salute psichica e fisica. Ma quella della prova costume, è una questione stressante non solo per chi sogna di fare la fotomodella o è malata della perfezione.

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A confermarlo è una indagine realizzata dal sito Aristofonte.com, che ha condotto un sondaggio su un campione di 2 mila donne di età compresa tra i 18 e i 50 anni. Ed i risultati sono stati sorprendenti: il 78% delle ragazze intervistate, tra i 18 e i 24 anni sono insoddisfatte dalla personale prova costume.

Un’insoddisfazione che si origina molto spesso a causa di un problema di autostima che si scatena al momento di dover scegliere il costume da bagno, facendo sentire temporaneamente depresse le ragazze più giovani” queste le motivazioni dei risultati emersi, come ci spiegano i responsabili che hanno condotto l’indagine, illustrando anche altri interessanti risultati. Ad esempio, nella fascia di età compresa tra i 25 e i 31 anni la percentuale delle donne insoddisfatte per la loro prova costume scende al 49%. Se si va, invece, dai 32 ai 38 anni la percentuale scende ulteriormente al 35% e dai 39 anni in su si riduce drasticamente al 28%.

Segno che l’età ci mette di fronte ai nostri limiti e ci rende molto più sicuri e saggi. Tuttavia, i risultati dimostrano come, per ogni fascia di età,  c’è sempre un cospicuo numero di donne che faticano ad accettarsi davanti allo specchio, quando sono in costume. Già! Perché la critica è principalmente frutto di una valutazione soggettiva, una percezione personale che avviene durante la prova in camerino e, quindi, indipendente dai giudizi degli altri.

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Quando le più giovani si provano il costume in camerino si sentono spesso a disagio, soprattutto se indossano un bikini. Se il costume da bagno non cade alla perfezione sorge in loro spontaneo trovarsi mille difetti“, ci tengono a puntualizzare i ricercatori. Ed, infatti, ben il 21% delle ragazze di età compresa tra i 18 e i 24 anni, ha risposto dicendo che prenderebbe in seria considerazione un intervento di chirurgia plastica per la correzione del proprio seno o per la riduzione del tessuto adiposo. La percentuale scende al 14% nelle donne tra i 25 e i 31 anni ma risale al 26% da i 39 anni in su.

Ma il sondaggio non si ferma qui. Al di là di quante possono permettersi o meno impegnative operazioni di chirurgia estetica, molte delle intervistate appartenenti alla fascia di età più giovane, hanno dichiarato una propensione a spendere ben 600 euro prima di partire per le vacanze, tra costumi (80%), cura del corpo (cerette, pedicure, manicure, trattamenti estetici specifici, etc… 78%), abbigliamento (65%), prodotti di bellezza (28%) e palestra (25%).

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Salendo alla seconda fascia di età, le spese diminuiscono in media a 400 euro, dando prevalenza alla ceretta e ai trattamenti estetici (84%) rispetto all’acquisto di costumi (78%) o altri capi d’abbigliamento (59%). Aumenta la percentuale per i prodotti di bellezza (38%) e anche per la palestra (29%). Dai 32 ai 38 anni, invece, la spesa pre-vacanza sale a 500 euro con la ceretta e i trattamenti estetici al primo posto (86%), i costumi nuovi (75%), l’abbigliamento (57%), i prodotti di bellezza (41%) e la palestra (solo al 15%). Dai 39 anni in su, la spesa sale a ben 650 euro con l’acquisto di costumi (86%), la ceretta e i trattamenti estetici (85%), le spese di abbigliamento (55%), i prodotti di bellezza (42%) e la palestra (che torna al 19%).

Infine, vi riportiamo i consigli dei ricercatori di questo utilissimo sondaggio: bisogna “evitare di specchiarsi troppo e non prendere seriamente i modelli proposti dalla pubblicità e dalle riviste patinate che non di rado pubblicano suggestive immagini di donne che spesso sono il risultato di sapienti ritocchi con il Photoshop“.

Per la serie “non è tutt’oro quello che luccica“!

Nato lo stesso anno in cui l'uomo sbarcò sulla Luna, l'autore ha intrapreso, all'inizio della propria adolescenza, gli studi scientifici, conseguendone la maturità verso la fine degli anni '80. Da oltre 20 anni ha incominciato a lavorare nel campo dell'ICT, senza trascurare il proprio impegno in diverse attività sociali (in Croce Rossa, presso la Mensa don Tonino Bello e come educatore in Azione Cattolica).

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