di Alessandro Cirinei

La rivalità tra Livorno e Pisa sotto un’unica provincia


 

Certo che il governo ci stà mettendo del suo per alimentare una rivalità storica che probabilmente non ha equali in Italia.
Prima salta fuori che la provincia deve essere la città più popolosa del territorio, quindi indubbiamente Livorno che ha quasi il doppio degli abitanti di Pisa.

Mentre i labronici festanti si scatenano sui social network, arriva proprio ieri la notizia che oltre a Pisa e Livorno faranno parte della mega provincia tirrenica anche Lucca e Massa. Un territorio che comprende 1,3 milioni di persone la cui gestione deve essere decisa sulla base del consenso e non su parametri oggettivi.
Consenso? Ottenere una decisione consensuale quando in ballo ci sono Livorno e Pisa è un puro miraggio. Anni fa ci aveva provato il mitico Romeo Anconetani, allora presidente del Pisa calcio, a effettuare una fusione a livello calcistico. Forse nella sua ipotesi di “Pisorno” avrebbe persino portato dei vantaggi ma ovviamente si trattava di un progetto utopico.
Lasciamo i due sindaci Filippeschi e Cosimi a litigare a colpi di dichiarazioni sui giornali. Al sottoscritto interessa approfondire i perchè di questa rivalità e, essendo Livornese di scoglio, mi risulta difficile essere imparziale.


La storia è sicuramente il motivo scatenante di questo giocoso livore. Pisa nasce come città stato ed è ha una storia importante, fatta di cultura, scienza e letteratura. A Pisa c’è un’Università prestigiosa, un ospedale all’avanguardia e soprattutto Piazza dei Miracoli.
Una città che ha avuto un ruolo all’interno del Granducato e che spesso è stata invidiata per questo (vedi il celeberrimo “Pisa vituperio delle genti”).

Livorno nasce in una palude, come sbocco al mare di Firenze, con Cosimo dei Medici protagonista che con le Livornine volle creare una zona franca ed attrasse banditi e nobili decaduti da mezza Europa. Un’accozzaglia di razze che dette vita a personaggi temprati ma forse un pò ignoranti.

Nonostante siano passati 500 anni e le due città siano divise da soli 20 km, nonostante politicamente siano entrambe di sinistra, i Livornesi ed i Pisani sono semplicemente troppo diversi. i Pisani sono chiusi, vagamente arroganti ma un pò “contadini”, assorbiti dal loro passato e perennemente orgogliosi della loro Torre Pendente. I Livornesi sono sguaiati, sempre con la battuta dissacratoria pronta, coraggiosi ed aperti ma sicuramente troppo sopra le righe.
I Pisani vantano scienziati celeberrimi come Galileo Galileo e Fibonacci mentre i Livornesi ribattono con artisti di livello mondiale come Amedeo Modigliani e Pietro Mascagni.
Livorno vive di mare e di creatività mentre Pisa può contare su un tessuto economico fatto da mobilifici e medie imprese manufatturiere. Livorno è terra di grandi tradizioni sportive in tanti sport diversi (tra cui spiccano il basket, il ciclismo, il nuoto e soprattutto la scherma) ma è lunatica ed inaffidabile. Al contrario i Pisani sono pragmatici e seguono il calcio come se fosse una celebrazione religiosa.

Pisa vede Livorno come fumo negli occhi. Una città priva di storia e monumenti, poco più che un evoluzione di un villaggio di pescatori. I Pisani mal sopportano l’ignoranza labronica e cercano di contrastarla con battute altezzose tipo «Le parole le porta via il vento, le biciclette i livornesi».
Livorno sul piano dello sfottò è però imbattibile. Tutti conoscono il vecchio adagio “meglio un morto in casa che un Pisano all’uscio” ma le scritte sui muri sui Pisani che si possono trovare a Livorno sono davvero esilaranti. Eppoi c’è il Vernacoliere, l’opera editoriale di Mario Cardinali che da cinquant’anni demolisce i poveri Pisani con titoli al vetriolo.

I Pisani, travolti da questo sarcasmo, attendono ringhiando occasioni per vendicarsi ma di recente ce ne sono state poche e l’unico appiglio è il grande passato. Se Livorno infatti ha sfornato addirittura un presidente della Repubblica (Carlo Azelio Ciampi), ha contribuito alla vittoria di diverse medaglie alle recenti olimpiadi con campioni come Montano, Bettini, Quintavalle ed altri campioni e mantiene la propria squadra di calcio tra la A e la B, Pisa vive un periodo senza grandi acuti con la sua squadra che staziona in serie B.

Così mentre i Livornesi festeggiavano i nuovi cartelli segnaletici “Pisa (LI)”, la notizia di ieri ha cambiato le carte in tavola e l’occasione della grande rivincita Pisana potrebbe essere vicina.
La realtà dei fatti è che Livornesi e Pisani si completano benissimo. Possono tirarsi gavettoni in quel di Tirrenia a Ferragosto ma se li metti attorno allo stesso tavolo riescono sempre a trovare punti di contatto. Se la rivalità e gli sfottò resteranno, chissà se unendo le province, al di là dei disagi per i dipendenti pubblici, il territorio non possa trarre vantaggi e crescere, proprio come pensava il povero Anconetani….


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