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La Scienza in Piazza: food immersion, scienza e cultura accenderanno Bologna

Anche quest’anno, per la nona edizione, la Fondazione Marino Golinelli in collaborazione con il Comune di Bologna, nel capoluogo dell’Emilia – Romagna, la stessa Regione che si è inorgoglita quando Raffaella Carrà al Festival di Sanremo ha detto di essere ancora così energica grazie ai suoi natali emiliani,  ha organizzato l’evento che si intitola La scienza in piazza e che si terrà nella città delle due Torri dal 28 marzo al 13 aprile 2014.

la scienza in piazza

In diciassette giorni si svolgeranno a Bologna più di cento eventi. Mostre, spettacoli, proiezioni, presentazioni di libri, incontri, degustazioni e laboratori interattivi. L’unico fil rouge sarà il cibo. Bolognesi e non potranno vivere una vera e propria food immersion arricchendosi con informazioni sulla nutrizione e lotta allo spreco, potendo assaggiare cibi di altri Paesi grazie a veri e propri scambi culturali, imbattendosi nel consumo consapevole e nella sostenibilità appassionandosi alla scienza, alla tecnologia e abbracciando la ricerca. Il tema de La scienza in piazza raccoglierà il testimone dal messaggio lanciato dalla grande mostra intitolata GOLA, arte e scienza del gusto spiegando a chiunque vi parteciperà ad indagare anche fra le molteplici implicazioni del rapporto tra cibo e piacere.

Nella Sala D’Ercole di Palazzo D’Accursio prenderà vita la mostra intitolata Slurp! Cibo, piacere, salute. Che rapporto c’è fra cibo e piacere? Video, percorsi interattivi e laboratori per grandi e bambini, cercheranno di sondare l’argomento e sviscerarlo in più modi. Durante l’evento, poi, si potranno mettere alla prova i sensi e svelare pregiudizi e luoghi comuni. In una tenda in Piazza Nettuno, invece, si cercherà di capire quali pietanze mangeremo in futuro anche attraverso piatti a base di insetti. L’entomofagia, cioè, verrà analizzata attraverso diversi punti di vista. Vorreste, quindi, ricette di gustosi manicaretti a base di insetti? Attraverso il laboratorio si potrà  imparare ad aprire la propria cucina a nuove esperienze e a nuovi ed impensabili ingredienti.  Tutto qui? Certo che no. Non poteva mancare un’analisi sulla cucina molecolare, ovvero su quella cucina che si basa sulla possibilità di trasformare la struttura molecolare degli alimenti. Poi? Dalle alghe si passerà a parlare dell’orto in bottiglia, dalla scienza da gustare si arriverà a discutere del cibo che ci rende più belli.

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