di Luigi Storti in

La Spending Review colpisce anche la Sanità: gli Ospedali a Rischio Chiusura


 

L’opera di riduzione della spesa pubblica da parte del Governo Monti non ha risparmiato il Settore Sanitario ed in particolare quello Privato. A rischio 257 strutture ospedaliere private accreditate in tutta Italia. Verranno cancellati i centri con meno di 80 posti letto.

Ministro Balduzzi Sigaretta Elettronica

L’azione di Governo, in questi giorni , sta ponendo la sua attenzione sulla diminuzione della Spesa Sanitaria. Nell’occhio del ciclone, questa volta, è terminata la Sanità Privata in regime di accreditamento. In pratica, nel disegno presentato dal Ministro della Salute Renato Balduzzi, con la “regia” del Ministro dell’Economia Vittorio Grilli, l’Esecutivo mira a diminuire in misura drastica il numero degli ospedali privati accreditati, ovvero, strutture assimilabili a quelle pubbliche perché gran parte della prestazione erogata al cittadino è coperta dallo Stato che destina i fondi attraverso le Regioni.

CHI RISCHIA

Oltre alla riduzione di 7000 posti letto come previsto originariamente dalla Spending Review, il modello prevede la chiusura di tutte quelle case di cura private (ospedali e cliniche) accreditate con meno di 80 posti letto. Il dato preoccupante è che in Italia se ne contano almeno 400 con la consequenziale perdita di migliaia di posti di lavoro. Il parametro del numero dei posti letto su cui si fonda il taglio è previsto all’interno del documento “Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera“.

Stomatologico Milano a rischio Chiusura

In quel di Milano, ad esempio, sono a rischio ben 4 ospedali: la casa di cura San Carlo e la Capitanio – le quali fanno parte dell’Istituto Auxologico Italiano – l’Istituto Stomatologico Italiano e la San Giovanni. La cartina delle strutture a rischio chiusura è stata stilata in collaborazione con l’ Aiop (Associazione italiana ospedalità privata), la quale ha stimato anche la portata della perdita dei posti di lavori consequenziale all’attuazione del provvedimento in esame che, è bene ricordarlo, essendo un provvedimento di natura amministrativa non è passibile del vaglio del Parlamento. Si stima, pertanto, la perdita di ben 10 mila posti di lavoro.

CONFERENZA STATO-REGIONI

Una sorta di apertura verso una maggiore razionalizzazione dei tagli potrà ottenersi nel corso della Conferenza Stato-Regioni; appuntamento durante il quale l’Esecutivo apre ad un momento di confronto con tutti gli interessi coinvolti dal provvedimento in esame. Al tavolo parteciperanno i maggiori rappresentanti delle Regioni, in particolare gli assessori alla sanità, “colpite” dall’atto di Governo.

POSSIBILI SCENARI POSITIVI

Già sono molti i Governatori di Regione che sono sul piede di guerra. In Lombardia, Formigoni ha affermato che durante la Conferenza prevista per la prossima settimana, farà tutto il possibile per opporsi al Decreto attraverso la proposta di modiche al testo.

L’idea di base per preservare il lavoro di migliaia di dipendenti, è quella di convertire i posti letto dei malati in fase acuta in posti dedicati alla riabilitazione. Infatti, In Italia si registra un’eccedenza dei primi ed, al contempo, una penuria dei secondi. Un’altra proposta che verrà messa sul tavolo sarà costituita dalla richiesta di poter accorpare un numero massimo di tre strutture che non rispettano il parametro statuito nel Decreto in una più grande; anche questo un “escamotage” per la conservazione dei posti di lavoro.

© Tutti i diritti riservati. Vietata ogni forma di riproduzione

Metti mi piace a UrbanPost

Leggi anche

Commenta via Facebook

EDITORIALE

Parliamo di...