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La storia di Samba, l’immigrato senegalese “eroe”: ha salvato due bambini che stavano annegando a Ventimiglia

La vicenda che vede protagonista Samba è una di quelle che rendono l’idea della “banalità del bene”: non se ne parla mai abbastanza, non ha avuto la visibilità che meriterebbe. E infatti questa storia risale al 19 giugno scorso quando Cheikh Samba Beye, 44 senegalese da anni trapiantato nel nostro paese, si è reso protagonista di un gesto istintivo, generoso, eroico. Cheikh, che abita a Ventimiglia e lavora come tuttofare in spiaggia, sente improvvisamente le urla di alcune donne. Si gira di scatto e vede che queste osservano il mare e in particolare due figure che si agitano: sono due bambini che stanno annegando.

La storia di Samba, l'immigrato senegalese "eroe": ha salvato due bambini che stavano annegando a Ventimiglia

Samba non ci ha pensato su due volte prima di tuffarsi in acqua: in una manciata di bracciate, secondo quanto raccontano i testimoni dell’evento, riesce a raggiungere i due bambini e a trarli in salvo sulla riva. «L’unico mio pensiero era che non morissero, mi si sono aggrappati addosso con una forza che non avevo mai visto prima», ha detto Samba in un’intervista rilasciata all’Huffington Post. Quest’uomo dallo sguardo mite vive a Ventimiglia da tempo. La mamma dei bambini salvati dal possibile annegamento grazie a Samba, anche lei di Ventimiglia, ha deciso di regalargli un nuovo telefonino, visto che il suo si è rotto durante il salvataggio in acqua. «Mi ha fatto piacere – ha dichiarato Samba parlando all’HuffPost, ma lui vorrebbe anche che il suo gesto fosse «in qualche modo un esempio, per quelli che arrivano – dice – ma anche per quelli che accolgono. I migranti –  dice Samba – devono rispettare le leggi e le persone e non fare casini e chi accoglie non deve giudicare dal colore della pelle, ma dal cervello, dal cuore, dall’anima, dalla voglia di impegnarsi». Parole di una semplicità e di un’intelligenza disarmanti che – ahinoi – vengono ignorate dalla gran parte dei protagonisti delle tensioni sociali che vive oggi il nostro paese.

La storia di Samba, l'immigrato senegalese "eroe": ha salvato due bambini che stavano annegando a Ventimiglia

Chissà se il Ministro dell’Interno conosce questa vicenda. Certo, le semplificazioni fuori luogo possono fare più male che bene: questo è l’esempio di un cittadino che rappresenta – purtroppo – un’eccezione. Ma l’eccezione dovrebbe essere aiutata a divenire regola, soprattutto da chi ricopre ruoli istituzionali. E anche da chi ha il compito di informare, noi inclusi.  Samba è l’esempio di quella che è stata (e speriamo torni ad essere) l’immigrazione per il nostro paese. La libera scelta di un cittadino del Senegal che 12 anni fa ha scelto di trovare una migliore condizione economica per sé e (seppure a distanza) anche per la sua famiglia. Dopo aver vissuto in Francia e Spagna Samba ha raggiunto l’Italia, vivendo a Monza, Busto Arsizio, Milano, Varese e infine Ventimiglia. Ha sempre lavorato, prima come cameriere, poi badante, domestico. Ora, come detto, vive a Ventimiglia e lavora in uno stabilimento balneare, dove fa quello che serve. Ogni mese invia parte di quello che guadagna in Senegal, alla famiglia. Nei prossimi giorni Samba potrebbe ottenere, per il suo gesto eroico, una medaglia d’oro al valore civile. Tutto questo accade a Ventimiglia, dove ricordiamo purtroppo la situazione di pesante disagio vissuta da centinaia di migranti, in attesa di oltrepassare il confine francese.

(foto di repertorio)

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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