di Antonio Paviglianiti in ,

Le Capre a Sonagli Cannibale, Giuseppe Falco: “Le nostre canzoni bizzarre e grottesche prodotte da Tommaso Colliva” [INTERVISTA]


 

Le Capre a Sonagli sono tornate con il loro terzo lavoro discografico. La band ha pubblicato venerdì 10 marzo 2017 Cannibale, il nuovo album. I quattro ragazzi bergamaschi si raccontato a UrbanPost per bocca di Giuseppe Falco

Le Capre a Sonagli sono tornate. È uscito il 10 marzo per Woodworm Label (distr. Audioglobe) il terzo lavoro discografico: Cannibale. Un lavoro stoner folk, che unisce garage, ritmi tribali e ancestrali, psichedelia e fuzz, prodotto da Tommaso Colliva (Muse, Franz Ferdinand, Damon Albarn, Afterhours, Calibro35, Ministri). La band bergamasca, composta da Stefano Gipponi (Chitarra indiana, chitarra acustica, chitarra elettrica, voce, cori, kazoo, hammond, ukulele, pianoforte, banjo), Matteo Lodetti (basso, basso acustico, armonica, flauto di pan, flauto a coulisse, grata, cori, didgeridoo), Enrico Brugali (Batteria, chiodi, seghe circolari, bonghi, congas, guiro, shaker, campanelline, campana, campanaccio, sonagli, cabasa), Giuseppe Falco (chitarra elettrica, effetti, noise) muove i suoi primi passi nel 2000 con il nome di Mercuryo Cromo. E adesso, 17 anni dopo, arriva il disco della svolta.

Ne parliamo con Giuseppe Falco a pochi giorni dall’uscita di Cannibale.

 

Capre a Sonagli, arriva Cannibale, il vostro terzo disco. Cosa dobbiamo aspettarci?
“Per quanto concerne il genere la matrice è stoner folk, che unisce garage, ritmi tribali e ancestrali, psichedelia e fuzz. Per quanto concerne i testi, invece, la novità per noi in questo album è che solitamente utilizzavamo solo la voce, mentre qui diamo spazio anche alle storie.” 

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E infatti ci sono nove racconti…
“Sì, l’album Cannibale si compone di nove racconti. È un disco bizzarro e grottesco, frutto della nostra fantasia. Sono brani che provengono da ispirazioni di cose realmente accadute o spezzoni bizzarri di vita quotidiana. Per esempio, raccontiamo la lotta clandestina dei galli vista con gli occhi dello stesso animale. Oppure parliamo di Stephen King con Pagliaccio, un omaggio al personaggio It. Insomma, affrontiamo una serie di tematiche importanti e molto grottesche.”

Beh, salto di qualità per Le Capre a Sonagli. Se c’è Tommaso Colliva…
“Sì, lo abbiamo conosciuto perché i Calibro35 sono la band che adoriamo e hanno un curriculum davvero importante. Abbiamo avuto la fortuna di incrociare i nostri cammini. E per noi è un onore lavorare con un produttore del calibro di Tommaso Colliva: ha lavorato con i Muse grazie ai quali ha vinto anche un Grammy. Ma la cosa bella di Tommaso è che oltre alla professionalità fa emergere un lato molto umano di sé. Per noi è stata la prima esperienza con un produttore, perché i precedenti dischi li avevamo fatti in in autogestione. E non potevamo chiedere di meglio.”

Ma come è nata la collaborazione con Tommaso Colliva?
“Noi volevamo lavorare con un produttore perché in ogni album ci piace fare un passettino in avanti. I precedenti li avevamo fatti con autoproduzione con persone fidate, dopo è successo che a metà della promozione dello scorso album siamo entrati nel roster di Antenna Music Factory. Abbiamo avuto la fortuna di aprire un paio di concerti dei Calibro35 ed è stato bello perché lì ci siamo conosciuti con Tommaso Colliva.”

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Qual è l’obiettivo de Le Capre a Sonagli con Cannibale?
“Quello di allargare la portata. Ma non si può pretendere che questo possa avvenire in un mese. Vogliamo suonare il nostro disco il più possibile. Ma non solo live, ma anche facendolo passare in radio. Come è stato accolto? Beh, abbiamo tentato una fase di pre-order, ci aspettavamo dieci copie vendute… e invece è andata meglio. Fantastico!”

Le Capre a Sonagli. Come vi presentereste al nostro pubblico?
“Siamo una band stoner folk. Se dovessimo utilizzare degli aggettivi diremmo bizzarri e fuori dagli schemi. Dal vivo abbiamo un forte impatto live. E non ci prendiamo mai sul serio. Ci divertiamo in ogni occasione. Il nostro obiettivo? Creare sinergia. E per noi non ci sono mezze misure: o facciamo schifo, o vi facciamo impazzire. Non restiamo indifferenti.”

Sì, ma diteci perché Capre a Sonagli…
“Un nome bizzarro e perfetto per contestualizzare le nostre quattro personalità. E poi è un bel nome. Sai quale sarebbe potuta essere l’alternativa? Banane da Frigo…”

 

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