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Le Carceri Italiane Scoppiano

Marco Pannella ne ha fatto la sua ultima battaglia, sottoponendosi ad uno sciopero della fame e della sete per attirare l’attenzione sulla questione. Ha persino rischiato di compromettere la sua salute irrimediabilmente, ha ottenuto che se ne parlasse , ma il sistema legislativo che in questi anni si è stratificato è tale che solo un governo politico stabile, attento ai diritti sociali, può porre rimedio alla situazione delle carceri italiane.

La popolazione carceraria per l’80% è costituita da extracomunitari, tossicodipendenti, emarginati, tutte categorie per i quali il carcere sarebbe evitabile se si attuassero politiche sociali di recupero e di prevenzione. Invece ci troviamo un sovraffollamento di donne e uomini non abbienti perciò ritenuti pericolosi. Questa situazione ha fatto parlare di giustizia classista, una giustizia che vede soggetti pericolosi ma con mezzi finanziari cospicui farla franca.

Sovraffollamento Carceri Italiane

Le leggi in ambito penale che hanno portato a questa situazione sono la c.d. Bossi-Fini in materia di immigrazione, soprattutto dopo le modifiche apportate dalla L. 94/2009, la legge Fini-Giovanardi n. 49/2006 normativa per il contrasto al traffico degli stupefacenti e in ultimo la c.d. Cirielli legge n. 251/2005 che inasprisce le sanzioni penali e rende più difficile l’accesso ai benefici per i recidivi. Detenzioni legate alla microcriminalità, nella quale la recidiva è un fattore peculiare.

Altro aspetto determinante è quello culturale portato avanti da alcune forze politiche: cioè l’equazione sicurezza sociale uguale tolleranza zero, individuando il carcere come la soluzione dei problemi, senza cercare strumenti diversi per risolvere i disagi sociali.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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