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Le Case Museo di Roma: l’intimità dei grandi uomini del passato

Se si è in cerca di qualche idea insolita per andare alla scoperta della città, scegliere di visitare alcune delle case museo, è la scelta giusta! Attraverso infatti le abitazioni di alcuni grandi uomini del passato, sarà possibile scoprire tutto il fascino della Roma che fu.

Roma è da sempre stata tappa imprescindibile di viaggio, scelta come meta da migliaia di visitatori, oggi come ieri. In passato, alcuni giungevano qui proprio perché la Città Eterna dava la possibilità di completare il Grand Tour, l’importante viaggio di formazione che i giovani rampolli di tutta Europa intrapresero soprattutto tra 1700 e 1800. Non è un caso che passeggiando oggi nel centro storico, sia possibile entrare all’interno della casa museo di Goethe o dei poeti romantici inglesi Keats e Shelly. Il primo soggiornò in una stanza in affitto all’inizio di via del Corso, trasformata poi in museo; i due poeti inglesi soggiornarono invece in piazza di Spagna, in quella che oggi è la suggestiva Keats-Shelley House, affacciata direttamente sulla celebre scalinata della Trinità dei Monti.

Rimanendo nel mondo della scrittura, due sono le case museo assolutamente da non perdere: l’appartamento posto all’ultimo piano di Lungotevere della Vittoria, appartenuto ad Alberto Moravia, in cui lo scrittore visse dal 1963 fino al 1990 – anno della sua morte – la cui intimità domestica è rimasta sostanzialmente inalterata; l’appartamento di Luigi Pirandello in Via Antonio Bosio,  che presenta ancora oggi l’arredo originale del 1933, anno in cui lo scrittore qui si trasferì al suo rientro in Italia, dopo il soggiorno a Berlino e a Parigi.

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Molto interessanti sono poi le case atelier degli artisti, divenute poi museo e in grado quindi di raccontare non solo la vita di questi uomini, ma anche la propria arte. Nel cuore di Villa Borghese merita una visita l’appartamento privato di Pietro Canonica: tra arredi pregiati e quadri dell’ottocento piemontese, tra l’atelier dello scultore e le sale espositive appositamente allestite, è possibile ammirare un grande numero di sue opere.

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Imperdibile è poi la visita alla casa privata di Giorgio De Chrico che occupa i tre piani superiori del seicentesco Palazzetto dei Borgognoni in Piazza di Spagna. L’artista ha vissuto qui i suoi ultimi anni di vita, insieme alla seconda moglie Isabella Pakzswer Far. L’abitazione, collocata in una posizione “strategica”, nel cuore di quello che fu considerato il centro culturale e artistico della città fin dal Seicento – con gli ateliers di Via Margutta e di Via del Babuino, le gallerie e lo storico Caffè Greco – rappresentò per l’artista il luogo ideale in cui stabilirsi e continuare a lavorare.

Chi invece si adoperò, tra il 1922 e il 1925, nella realizzazione della propria abitazione, divenuta poi museo, fu Hendrik Christian Andersen subito al di là di Porta del Popolo. Andersen optò per la tipologia di palazzina con annesso studio di scultura: l’insieme decorativo dei prospetti in un colto stile neo-rinascimentale, arricchito di motivi simbolici e allusivi ai complessi legami affettivi dell’artista, rappresenta un documento di indubbia originalità nel panorama dell’architettura romana del periodo. Un contenitore ideale per ospitare la ricca collezione di opere del celebre scultore e pittore norvegese.

Chiudono la serie di case museo di Roma, le abitazioni di due importanti collezionisti del passato. La casa museo di Mario Praz, situata all’interno di Palazzo Primoli su via Zanardelli, alle spalle di piazza Navona, è dedicata al celebre anglista, saggista e critico d’arte che amò circondarsi di straordinarie opere: arrivò a collezionarne più di 1.200 tra dipinti, sculture, mobili ed arredi.

Se invece è l’arte antica la vostra passione, ecco che il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco è il luogo giusto. Nella straordinaria Farnesina ai Baullari, edificio cinquecentesco posto tra piazza Navona e Campo de’ Fiori, trova la sua perfetta collocazione l’immensa collezione di scultura antica costituita da opere mesopotamiche, egizie, assire, fenice, etrusche, greche e romane appartenute al celebre studioso: una visita per sentirsi un po’ tutti grandi archeologi!

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale
foto credit: L’Asino d’Oro

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