in ,

Le Grandi Opere dell’Arte: “Las Meninas” di Diego Velàzquez

Tra i maggiori protagonisti della pittura europea del XVII secolo, merita una particolare menzione Diego Velàzquez. Nato a Siviglia nel 1599, incarna pienamente lo spirito e l’innovazione del Seicento dimostrando, fin dall’età giovanile, una particolare predilezione per le scene di vita popolare. Le sue opere risultano fin da subito pervase da un grande realismo, unito a un trattamento plastico delle figure a forti contrasti chiaroscuri, in cui è impossibile non rivedere l’influenza di Caravaggio. In generale è l’intera arte italiana a rivelarsi particolarmente importante nella formazione di Velàzquez, che giunge nel Bel Paese in ben due occasioni: nel 1629 a Roma e Napoli e nel 1649 quando trova particolare ispirazione nella pittura veneziana di Tiziano.

Il riconoscimento in patria non tarda ad arrivare: nel 1623 infatti su invito del re Filippo IV si trasferisce a Madrid, avendo come unico compito quello di ritrarre il re di Spagna, divenendo in breve tempo pittore ufficiale della corte reale. Rimarrà uno degli artisti più importanti della sua epoca fino alla fine, come ben dimostra uno dei suoi più grandi capolavori, il dipinto Las Meninas realizzato nel 1656, quattro anni prima cioè della sua morte. Il titolo così particolare si riferisce alle damigelle d’onore dell’infanta Margherita, figlia di Filippo IV e della sua seconda moglie Maria Anna d’Austria, raffigurate nel quadro intorno alla protagonista. La giovanissima principessa – una bambina – indossa un abito molto elegante, ha i capelli biondo oro legati da un lato con un nastro rosso ed è circondata dal suo seguito, costituito dalle dame di compagnia, dai nani e da un cane. Tutti assistono alla sessione di posa accanto al pittore, Velàzquez stesso, che si ritrae però in disparte, con il pennello in mano e concentrato sulla grande tela che sta realizzando. Sullo sfondo, nel vano di una porta, si staglia in controluce la figura di un uomo, uno dei consiglieri del re, José Nieto.

La scena infatti si svolge nel Palazzo dell’Alcàzar di Madrid, all’interno di quella che sembra essere una grande sala utilizzata come studio dal pittore di corte. Sono presenti anche i genitori dell’infanta, ma quasi si fatica a riconoscerli perché Velàzquez per loro impiega un’inquadratura molto originale: pone infatti i due sovrani non all’interno della scena principale, ma rivelando la loro presenza semplicemente facendo riflettere la loro immagine nello specchio appeso alla parete di fondo. Un trucco formidabile di confronto estetico che corrisponde in pieno alla poetica spagnola dell’epoca, incentrata sull’inganno visivo di gusto barocco: chi guarda il dipinto diventa in un certo senso la coppia reale stessa, quella che si rispecchia. Sembra infatti che Velàzquez abbia voluto ritrarre con la massima spontaneità il momento in cui la principessa irrompe inaspettatamente nell’atelier del pittore, insieme a tutto il suo seguito, quasi a sfidare le regole del protocollo.

Ciò che rende particolarmente straordinaria l’intera opera è la forte originalità della composizione, che enfatizza la profondità del dipinto, disponendo infatti le figure su differenti piani. Questa sottile applicazione delle regole della prospettiva – tipica dell’arte rinascimentale italiana – viene sapientemente arricchita da un grande controllo del gioco di ombre e luci, che contribuisce a sottolineare la profondità dello spazio. La grande libertà pittorica che Velàzquez mostra in questa tela ha spinto alcuni critici a definire il suo tocco “aereo”, tanto è riuscito a restituire la consistenza stessa dell’atmosfera. Un piccolo grande capolavoro, un’opera che può essere considerata un autoritratto assai complesso, un ritratto di famiglia (dal momento che compaiono tutti i membri della famiglia reale) e ancora un quadro a metà tra il genere (un momento di vita quotidiana a corte) e la storia (la memorabile visita della famiglia nello studio del pittore). E’ per tutto questo che Las Meninas rappresenta forse più di tutte le altre opere di Velàzquez l’apice della sua carriera, quando la sua pittura giunge a compimento dell’innovazione intrapresa dall’artista nel genere dei ritratti. Qui Velàzquez riesce infatti a rendere eterno un momento uguale a mille altri ed è la pittura stessa a mostrare tutta la magia dell’arte.

 

Info Pratiche per visitare l’opera:
Museo Nazionale del Prado – Paseo del Prado, Madrid
Orari di apertura:
– Dal Lunedì al Sabato: 10:00 – 20:00
– Domenica e Festivi: 10:00 – 19:00
Chiusure: 25 Dicembre; 1 Gennaio; 1 Maggio
Biglietti: intero € 15; ridotto € 7.50
Sito Internet: https://www.museodelprado.es/en

Rubrica realizzata in collaborazione con l’Associazione culturale l’Asino d’Oro

Fabrizio Corona nudo integrale su Instagram: la foto suscita ilarità e critiche, ecco perché

Autostrade in tempo reale: traffico, incidenti, chiusure oggi sabato 25 agosto 2018

Autostrade in tempo reale: traffico, incidenti, chiusure oggi sabato 25 agosto 2018