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Le malattie infettive dei bambini: quali sono e come curarle?

Quali sono le malattie infettive dei bambini più diffuse? Come curarle? Tipiche dell’infanzia, questa tipologia di malattia costituisce un autentico spauracchio per i genitori, sia per l’entità – spesso consistente – dei sintomi, sia per la durata dei malesseri connessi, sia per le possibili complicazioni in agguato. Oggi le più gravi tra le patologie di questa categoria – poliomielite e difterite, praticamente scomparse nel nostro Paese – possono essere efficacemente contrastate con la vaccinazione.

Le malattie infettive dei bambini: il morbillo

Il morbillo è una delle malattie infettive dei bambini diventata poco frequente dopo la introduzione della vaccinazione di massa. E’ una malattia determinata da un virus del genere morbillivirus, della famiglia dei Paramixovidae; la malattia che colpisce i bambini della prima infanzia ma anche gli adulti è altamente contagiosa. Si trasmette per via aerea, tramite secrezioni nasali e faringee. Il periodo di incubazione va dai 9 ai 14 giorni. Il bambino è contagioso dai 3-4 giorni prima del manifestarsi dell’infezione, La sintomatologia è caratterizzata da febbre assai elevata, irritazione congiuntivale, tosse seguita dopo alcune ore dall’esantema a partenza dalla regione posteriore dell’orecchio. L’essantema è molto evidente e ricopre tutto il corpo. Solitamente il morbillo dura da 7 a 12 giorni, trascorsi i quali la malattia può considerarsi terminata. La terapia è sintomatica (farmaci per il controllo della febbre); il morbillo come accennato si previene con la vaccinazione da praticarsi dall’età di 13 mesi.

morbillo vaccino

Le malattie infettive dei bambini: la parotite

Conosciuta volgarmente col termine di orecchioni, è una malattia virale trasmessa prevalentemente per via aerea. Il periodo di incubazione varia dai 14 ai 18 giorni, mentre la malattia ha una durata di circa 2 settimane. L’ammalato di parotite è contagioso a partire dai 2-3 giorni precedenti all’insorgere degli orecchioni fino ai 9-10 giorni successivi. La malattia si manifesta inizialmente con mal di testa, dolore ai lati del collo, sotto le orecchie, fastidio quando si mastica o si deglutisce. Talvolta i sintomi sono accompagnati da febbre e sempre dall’ingrossamento di entrambe le ghiandole salivari (parotidi). Non esistono medicinali specifici per la cura della parotite, oltre al ricorso di antidolorifici per alleviare la sofferenza da infiammazione. La malattia si previene mediante vaccinazione da praticarsi assieme a morbillo e rosolia a partire dal 13° mese (vaccino MPR).

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Le malattie infettive dei bambini: la rosolia

La rosolia è una malattia esantematica contagiosa che può essere contratta anche in età adulta.
 Il virus della rosolia si trasmette per via aerea o tramite contatto diretto con le secrezioni nasali. Il periodo di incubazione varia fra le 2 e le 3 settimane e il contagio da 6-7 giorni prima della comparsa dei sintomi e fino a 4-5 giorni successivi all’esplosione della malattia. La durata complessiva della rosolia è di circa 7-10 giorni. I sintomi della rosolia sono molto sfumati, al punto che la malattia può essere talora priva di sintomi evidenti; la febbre è talora assente o di lieve entità così come l’esantema molto meno accentuato che nel morbillo ha un colore rosa (una macchia di colore rosa dietro la nuca e il collo, che si diffonde poi su tutto il corpo). Le macchie permangono per un periodo di 5-10 giorni. Non esiste terapia e come le altre malattie precedentemente descritte si previene con il vaccino MPR a partire 13 mese. La prevenzione è dettata non già dalla gravità della malattia quanto dal rischio per gli adulti di contrarre la malattia durante la gravidanza: ciò può dare gravi ripercussioni sul feto.

Le malattie infettive dei bambini: la varicella

Anch’essa è una malattia virale (Herpes virus varicella-zooster) altamente contagiosa. Il periodo di incubazione varia da 14 a 21 giorni ed i soggetti affetti sono contagiosi dal giorno precedente l’eruzione cutanea fino alla regressione a stadio di crosta di tutti gli elementi cutanei. L’esantema inizia con macchie rosse (papule) che si trasformano in vescicole ripiene di liquido limpido che poi diventa giallastro (pustole): l’ultimo passaggio che coincide con la guarigione è la trasformazione in croste di tutti gli elementi. La malattia lasciata a se dura tra 7 e 10 giorni. La terapia è sintomatica, antipiretici e antistaminici per il prurito intenso; è importante che in caso di varicella per il controllo della temperatura non venga utilizzata aspirina: l’associazione aspirina-varicella potrebbe essere causa di gravi complicazioni. Esiste però anche una terapia antivirale specifica, con azione diretta contro il virus: la somministrazione per via orale di aciclovir è in grado di accorciare i tempi di guarigione. La prevenzione si basa sulla vaccinazione introdotta da alcuni anni: essa può essere praticata in associazione all’MPR con le stesse tempistiche utili per le altre malattie dell’infanzia. La vaccinazione è raccomandata prima delle gravidanza per le donne che abbiano programmato di avere figli in quanto la trasmissione neonatale della malattia (da parte di donne affette dalla varicella nei giorni immediatamente precedenti o successive la parto) è estremamente pericolosa per il bambino.

Le malattie infettive dei bambini: la pertosse

La pertosse a differenza delle altre malattie descritte sopra è una malattia batterica, quindi causata da un agente infettivo sensibile agli antibiotici. Il battere responsabile è la bordetella petussis, che si trasmette per via aerea. La malattia inizia come una banale infezione delle vie aeree e si complica con una tosse insistente assai intensa al punto da provocare fratture costali, emorragie congiuntivali e vomito. Altro sintomo caratteristico della malattia è la persistenza anche per mesi della tosse (la malattia si chiama anche tosse dei 100 giorni). La terapia della malattia si basa sull’uso di antibiotici (macrolidi) somministrati secondo gli usuali dosaggi e durata e sull’uso di sedativi della tosse. Anche per la pertosse esiste il vaccino da praticarsi all’interno delle vaccinazioni di base (esavalente da iniziare a due mesi di vita) e da ripetersi tre volte nel primo anno di vita. Il vaccino determina immunità nei confronti della malattia ma il suo effetto è evanescente, ovvero si esaurisce dopo qualche anno. Questo è il motivo per cui i soggetti pericolosi per la diffusione della malattia non sono i bambini (che ricevono una dose di vaccino a 6 anni) ma gli adulti e soprattutto gli anziani. Negli adulti la diagnosi della malattia è estremamente difficile. I soggetti a rischio di contagio sono anche i più vulnerabili, cioè i bambini in età pre-vaccinazione (primi due-tre mesi di vita); per proteggere questi soggetti, si consiglia di vaccinare la mamma nel 3° trimestre di gravidanza. Gli anticorpi prodotti dalla mamma proteggeranno il bambino fino alla vaccinazione del 2-3° mese. La vaccinazione contro la pertosse in gravidanza è efficace e sicura sia per la mamma che per il nascituro. Va evidenziato che nel bambino molto piccolo la malattia è estremamente grave ed è necessario il ricovero in ambiente intensivo; la pertosse a questa età è potenzialmente mortale.

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