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Le pillole contraccettive che possono uccidere

Le Figaro, importante quotidiano francese ha portato avanti la battaglia per mettere in diretta relazione alcune morti di giovani donne con l’uso di contraccettivi a base di nuovi progestinici, come il gestodene e il desogestrel. Una delle pillole sospette è la Diane 35, ma in realtà sono circa una quarantina le marche di pillole in commercio, a partire dagli anni ’90.

Il caso denunciato più noto è quello di Marion Larat, 25 anni, che ha fatto causa alla Bayer dopo essere diventata disabile in seguito ad un ictus, pare causato dall’uso della pillola che la ragazza usava per curare l’acne. Altre donne che facevano uso dello stesso farmaco sono, ancor peggio, decedute per trombosi venosa. Si parla di 155 decessi sospetti e circa sette pare da mettere in relazione con l’uso dei contraccettivi in questioni, che dovrebbero essere utilizzati solo per la cura dell’acne, ma che invece vengono largamente e impropriamente assunte per prevenire gravidanze.

Dominique Maraninchi

Dominique Maraninchi direttore dell’Agenzia della sicurezza del farmaco in Francia, (il dossier completo dell’agenzia) si è battuto strenuamente perché si limitasse la prescrizione alla sola cura dell’acne avvalorando la tesi del forte rischio per la salute delle donne. La Bayer, casa farmaceutica produttrice della Diane 35 all’allarme lanciato dagli esperti francesi ha risposto, ricordando che il rischio di formazione degli emboli è denunciato nel foglietto illustrativo e che il prodotto è destinato alla cura dell’acne.

L’Ema, l’Agenzia Europea dei Medicinali, ha dichiarato “attualmente non vi è nessuna nuova evidenza che suggerisca modifiche al profilo di sicurezza e, dunque, non vi è ragione per cui le donne debbano sospendere la loro terapia contraccettiva”. Secondo l’ente regolatorio europeo “è ben noto che l’uso dei contraccettivi combinati comporta un rischio molto raro di formazione di coaguli di sangue e che il rischio è differente a seconda del tipo di contraccettivo combinato utilizzato”. L’Ema, che ha sede a Londra, precisa inoltre di non aver avuto allarmi simili da nessun altro paese dell’Unione.

In Francia, dove più di 2 milioni di donne prendono una di queste pillole, una trentina di nuove denunce saranno depositate nei prossimi giorni, alcune per casi gravi di afasia, epilessia, emiplegia, legati al consumo della pillola, mentre negli Stati Uniti sono in corso oltre 13 mila cause di questo tipo, e altre denunce sono state presentate in Canada, Australia, Svizzera e Germania. Dunque dovranno essere i tribunali a intervenire e dare risposte in un campo che sarebbe invece della scienza.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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