di Andrea Monaci in ,

Lega, Maroni contro Salvini: «Stalinista». E l’ex Tosi dice: «Senza Maroni Salvini non era nessuno»


 

«Matteo Salvini si è comportato come un leader stalinista nei miei riguardi». Sono parole durissime quelle utilizzate da Roberto Maroni contro il segretario del suo partito, mentre anche l’ex sindaco di Verona Tosi attacca il leader leghista

«Matteo Salvini si è comportato come un leader stalinista nei miei riguardi dopo la scelta di non ricandidarmi alla presidenza della Regione Lombardia». Sono parole pesanti quelle utilizzate da Roberto Maroni, governatore lombardo uscente ed esponente storico della Lega Nord. Maroni si è detto dispiaciuto delle delle dichiarazioni rilasciate dal segretario della Lega a proposito di un suo eventuale impegno nel futuro governo del centrodestra, definendole “sprezzanti e sorprendenti” . «Consiglierei a Salvini di ricordare che fine ha fatto Stalin e che Lenin definiva l’estremismo la malattia infantile del comunismo», ha aggiunto Roberto Maroni.

Ieri era stato invece l’ex leghista e sindaco di Verona Flavio Tosi, oggi confluito in “Noi con l’Italia”, ad attaccare Salvini dai microfoni di Radio Cusano Campus: «So che Salvini ha poca simpatia personale nei miei confronti, il suo veto al mio ingresso nella coalizione di centrodestra è dovuto esclusivamente a questo. […] Il patto del Pirellone voluto da Maroni prevedeva che io mi occupassi della Lega sul piano nazionale mentre Salvini sul territorio. Io ho appoggiato Salvini come segretario e poi lui mi ha espulso. Ora Salvini sta facendo la stessa cosa con Maroni, tipo Bruto con Giulio Cesare».

«Maroni ha fatto una scelta personale e va rispettato – ha aggiunto Tosi – La risposta di Salvini alla scelta di Maroni è inaccettabile. Salvini deve tutto a Maroni perché Maroni chiese a tutti, compreso il sottoscritto, di appoggiare Salvini. A quei tempi Salvini non era nessuno. Mi spiace il cinismo e la slealtà nei confronti di chi l’ha creato. Maroni vuole creare una fronda anti-Salvini? Maroni disse di aver rinunciato alla segreteria del partito per motivi personali e quando oggi dice che rinuncia alla presidenza della regione sempre motivi personali tendo a credergli. E Salvini dovrebbe rispettare questa scelta».

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