di Antonio Paviglianiti in

Legge 104 novità 2017 permessi e part time: tutte le info utili


 

Legge 104 novità 2017 permessi retribuiti e lavoratori part-time: ecco le info utili dopo la sentenza della Cassazione

Novità e benefici per chi può avere accesso alla Legge 104 del 1992: queste le ultime news su una delle “norme” più chiacchierate in ambito lavorativo e sociale. La Legge 104, infatti, tra qualche giorno dovrebbe subire alcune modifiche grazie al nuovo Testo Unico che prevede alcune novità in ambito assistenza anziani e per chi assiste parenti disabili. Tra le principali modifiche che saranno apportate si segnala: nuove detrazioni, un contributo sino a 1900 euro l’anno, contributi previdenziali figurativi per la pensione e la possibilità di chiedere part time e telelavoro da casa. Inoltre, importanti novità arrivano in merito a permessi e lavoratori part-time (sia verticali, sia orizzontali).

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Legge 104 permessi e part time: le novità

Novità 2017 per quanto concerne la Legge 104: la Corte di Cassazione, con una nuova sentenza, che fa il punto completo della situazione sulla fruizione dei permessi retribuiti Legge 104 per chi non lavora a tempo pieno, ha riconosciuto i permessi ai lavoratori part-time. Siano essi verticali oppure orizzontali. La Cassazione, nell’ultima sentenza pronunciata relativa alla Legge 104 e le novità sui permessi retribuiti, ha distinto tra chi ha un contratto di part time orizzontale (cioè chi lavora tutti i giorni, ma per meno ore rispetto all’orario giornaliero ordinario) e chi invece ha un contratto part time verticale (cioè lavora per un numero di giornate minori rispetto alle giornate lavorative, o solo in alcuni periodi dell’anno).

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Permessi retribuiti Legge 104: il caso del Part Time orizzontale

Permessi retribuiti Legge 104 dopo sentenza della Corte di Cassazione per chi ha un contratto part-time orizzontale, ovvero chi lavora tutti i giorni, ma per un numero di ore inferiori all’orario giornaliero ordinario. Questa tipologia di lavoratori ha ugualmente diritto a 3 giorni di permesso al mese. In relazione a ogni giornata, ovviamente, le ore di permesso spettante sono di meno, così come sono di meno le ore lavorate: questa non è una discriminazione, considerando che il diritto non viene tolto, ma viene riproporzionato in base alla quantità del lavoro prestato.

Permessi retribuiti Legge 104: il caso del Part Time verticale

Permessi retribuiti Legge 104 per quanto concerne i lavoratori con part time verticale, cioè che prestano la propria attività soltanto per alcune giornate la settimana, o per alcuni periodi dell’anno. Il calcolo dei permessi Legge 104 spettanti è differente. Nella generalità dei casi, il numero dei giorni di permesso retribuito va ridimensionato in proporzione alle giornate di lavoro prestate, arrotondando. Se, però, il dipendente presta servizio per oltre la metà delle giornate lavorative settimanali, ad esempio se lavora almeno 4 giorni su 6, i 3 giorni di permesso Legge 104 spettano per intero e non devono essere riproporzionati.

Legge 104 permessi: quanti giorni retribuiti?

Legge 104 permessi, quanti giorni sono retribuiti? Ai lavoratori a tempo pieno spettano 3 giorni al mese di permessi retribuiti Legge 104: queste concessioni sono finalizzate all’assistenza di un familiare con handicap riconosciuto in situazione di gravità. I permessi possono essere ripartiti anche in ore.

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Come richiedere la 104: requisiti e info utili

Come richiedere la 104: quali sono i requisiti e le info utili? Possono richiedere i permessi retribuiti al proprio datore di lavoro, sia pubblico che privato i disabili con contratto individuale di lavoro dipendente, compresi anche i lavoratori part-time (esclusi, invece, i lavoratori autonomi e quelli parasubordinati) e i genitori lavoratori dipendenti (sia madre e/o padre biologici, che adottivi o anche affidatari di figli disabili in situazione di gravità). I parenti o affini (lavoratori dipendenti) entro il 2° grado possono richiedere la 104 a patto che convivano con la persona disabile, così come i parenti o affini entro il 3° grado lavoratori dipendenti nel caso in cui i genitori o il coniuge abbiano oltre i 65 anni o si sia verificata la morte o ancora siano subentrate patologie invalidanti degli altri soggetti sopra indicati.

Come richiedere la 104: qual è l’iter da seguire

La legge 104 offre a coloro a cui è rivolta una serie di agevolazioni, previo, innanzitutto, il riconoscimento dello stato di disabilità. Il primo passo da compiere è rivolgersi al medico curante per ottenere la certificazione medico-sanitaria che attesta l’handicap. A questo punto sarà necessario inoltrare il certificato direttamente all’Inps (o tramite patronato) per potersi sottoporsi ad un accertamento sanitario da parte di una commissione ASL all’interno della quale sarà presente anche un medico dell’ente. Riconosciuti i requisiti sanitari, verrà rilasciato il certificato che attesta lo stato di handicap e permette di accedere ai benefici previsti dalla Legge 104.

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Come richiedere la 104 – INPS

Chi chiede la 104, entro 30 giorni dal rilascio del certificato, deve inviare domanda all’Inps per il riconoscimento dell’handicap; il termine è perentorio, poiché dopo 30 giorni il certificato medico scade e deve essere rifatto. La procedura è unica per il riconoscimento sia d’invalidità, che d’inabilità, o di handicap.

La domanda può essere inviata:

  • sito web dell’Inps, all’interno della sezione “Servizi per il cittadino”, qualora si disponga del codice Pin;
  • Contact Center Inps Inail, raggiungibile al numero 803.164: è ugualmente necessario il possesso del Pin;
  • Di persona a un Patronato.

Come richiedere la 104: visita medica

Successivamente alla compilazione della domanda, chi richiede la 104  potrà scegliere la data della visita medica; se non sono disponibili appuntamenti sarà possibile registrare la domanda e prenotare la visita in un secondo momento. La data e l’orario della visita sono visibili, una volta terminato di compilare la domanda online, all’interno dell’account Cittadino del sito dell’Inps.  In caso di impedimenti o imprevisti, l’interessato ha facoltà di richiedere un nuovo appuntamento; la domanda diventa, però, inefficace, qualora non ci si presenti a due convocazioni.

Come richiedere la 104: il verbale

Concluso l’iter, si arriverà al fatidico verbale che sarà decisivo sulla richiesta dei benefici previsti dalla Legge 104/92.

Il verbale può essere:

  • approvato all’unanimità: in tal caso, dopo essere stato convalidato dal Responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps, diverrà definitivo, e potrà attivarsi la procedura per il riconoscimento dei benefici richiesti;
  • approvato senza unanimità; in questo caso, il Responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps potrà convalidarlo entro 10 giorni, o effettuare una nuova visita entro 20 giorni, anche avvalendosi della consulenza di uno specialista della patologia da verificare.

Come richiedere la 104: avere accesso ai benefici

I permessi retribuiti rappresentano solo una delle agevolazioni previste per i lavoratori disabili e i parenti che li assistono. Per avere un quadro di riferimento complessivo, vi consigliamo di leggere con attenzione il portale www.legge104.it.

Legge 104 benefici e novità: cosa cambia per assistenza anziani

Nel Testo Unico della Legge 104 del 1992, con modifiche che saranno apportate entro l’anno solare, la persona che assiste un familiare convivente entro il terzo grado, di età uguale o superiore agli 80 anni, se senza reddito o con un Isee entro 25mila euro annui, avrà diritto ad una detrazione Irpef (cioè a una somma che diminuisce l’imposta sul reddito delle persone fisiche) pari al 19% delle spese sostenute per l’assistenza. La Legge 104, inoltre, prevede benefici fino a un tetto massimo di 10mila euro annui. La detrazione – secondo quanto riportato da Laleggepertutti – potrà ammontare a un massimo di 1900 euro, si aggiungerà alle altre agevolazioni ed ai benefici fiscali per l’assistenza di disabili e non autosufficienti già esistenti.

Qualora la persona che assiste il familiare di età uguale o superiore agli 80 anni non ha reddito, o risulti parzialmente o totalmente incapiente, questi avrà diritto a ricevere dall’Inps una somma a titolo di rimborso spese pari a un massimo di 1.900 euro annui.

Inoltre, potrà essere richiesto, qualora l’assistente sia un lavoratore dipendente, al datore di lavoro la trasformazione reversibile del rapporto di lavoro full time in contratto a tempo parziale in misura non superiore al 50%, per un periodo massimo di 2 anni.

Per ottenere la detrazione il contribuente dovrà conservare ed esibire, a richiesta, una certificazione dello stato di famiglia dalla quale risultino i nominativi del contribuente medesimo e della persona assistita, oltre alla copia della certificazione Isee.

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Legge 104 benefici e novità: come diventare careviger familiare

Cosa è il Careviger familiare? È colui che si occupa dell’assistenza di un familiare bisognoso di cure. Secondo il DDL Bignami colui che decide di prendersi cura di un familiare può farlo solo se quest’ultimo sia:

  • risulti convivente;
  • a causa di malattia, infermità o disabilità, sia riconosciuto invalido civile al 100%;
  • necessiti di assistenza globale e continua ai sensi della Legge 104 per almeno 54 ore;

Inoltre, un altro disegno legge prevede che il careviger familiare sia colui che volontariamente, in modo gratuito e responsabile, si prende cura di una persona non autosufficiente o comunque in condizioni di necessario ausilio di lunga durata, non in grado di prendersi cura di sé.

Il caregiver familiare ha diritto al riconoscimento dei contributi previdenziali figurativi a carico dello Stato, equiparati a quelli da lavoro domestico, per il periodo di lavoro di assistenza e cura effettivamente svolto in costanza di convivenza col disabile, a decorrere dal momento del riconoscimento di handicap grave del familiare assistito.

E ancora, chi assiste un familiare disabile, sempre secondo il ddl Bignami, ha diritto anche al riconoscimento delle tutele previste per le malattie professionali e per le tecnopatie riconosciute dall’Inail. Inoltre, è tutelato anche per le coperture assicurative qualora debba sostenere spese di malattia o infortunio dell’assistito.

Come riporta Laleggepertutti, inoltre, con le modifiche della Legge 104 del 1992: “(…) Per conciliare l’attività lavorativa con quella di cura e di assistenza, i permessi retribuiti Legge 104 saranno estesi anche ai caregiver familiari, compresi coloro che sono assunti con contratto di lavoro parasubordinato (cococo).”

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