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Legittima difesa, cosa prevede l’art 52 del codice penale e come vorrebbe cambiarlo la Lega: è scontro con il M5S

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, interviene nel question time alla Camera. Parla della riforma della legittima difesa – una delle bandiere dell’alleato leghista – e dice: “In nessun modo la realizzazione dell’obiettivo riformatore, per come concepito dalla maggioranza, potrà portare alla liberalizzazione delle armi in Italia, la detenzione e il porto delle quali risultano disciplinate da disposizioni normative rigorose sulle quali il Governo non avverte alcuna esigenza di intervenire, trattandosi di leggi che rappresentano, peraltro, strumenti irrinunciabili nella lotta alla criminalità”. Sul tema è intervenuto in serata anche Giuseppe Conte, precisando che “il Governo non vuole incitare alla giustizia privata né all’uso delle armi”. “L’Esecutivo – ha poi aggiunto il premier – è però consapevole che sul piano applicativo giurisprudenziale della legittima difesa si siano create delle incertezze che vanno risolte”. E mentre impazza lo scontro – sottaciuto – tra Lega e Movimento 5 Stelle, andiamo a scoprire cosa prevede attualmente l’art. 52 del Codice Penale e quale sarebbe la proposta di riforma, in materia di Legittima difesa, avanzata da Salvini.

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Cosa prevede l’art.52 cp sulla Legittima Difesa?

Cosa prevede l’art. 52 del codice penale? La difesa legittima evidenzia che non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere (1) un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale (2) di un’offesa ingiusta (3), sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa (4) (5). Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

  • a) la propria o la altrui incolumità:
  • b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.Che fine hanno fatto quei 49 milioni di euro spariti dai conti della Lega?

Cosa prevede la riforma della Legittima Difesa di Salvini?

“La proposta della Lega prevede il sacrosanto diritto di difendersi all’interno della propria abitazione privata” ha già fatto sapere senza giri di parole il ministro delll’interno, “Se mi trovo una persona armata e mascherata alle 3 di notte non sta me capire se ha un’arma finta, ma ho il diritto di difendermi senza se e senza ma”. Ma come, nello specifico? Secondo il Ddl – primo firmatario il senatore Romeo – l’articolo 52 del codice penale così come è adesso formulato “appare insufficiente a garantire una possibilità di difesa da aggressioni violente”. Sotto accusa il principio di “proporzionalità tra difesa e offesa” che secondo i firmatari della proposta di legge ha reso di fatto inapplicabile la norma facendo passare “nell’opionione pubblica la convinzione che difendersi possa paradossalmente far passare l’aggredito dalla parte del torto”. Vista questa premessa la Lega propone di modificare l’art.52 del codice penale prevedendo la “presunzione di legittima difesa per gli atti diretti a respingere l’ingresso, mediante effrazione, di sconosciuti” sia in abitazioni private che in locali di attività commerciali o imprenditoriali. Il ddl della Lega vuole modificare l’articolo 624-bis del codice penale inasprendo la pena per il reato di furto in abitazione che potrà essere punito con “minimo” sei anni di carcere (contro i cinque ora previsti) e una multa tra i 20mila e i 30mila euro (inasprendo di 10mila euro i limiti massimi e minimi).

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