di Antonio Paviglianiti in

Lele Boccardo Intervista: “Sanremo? Non mi presentate Mika, ecco il mio nome”


 

Lele Boccardo a UrbanPost si sofferma sul futuro musicale e, soprattutto, sanremese in vista del dopo Conti: “Ha rovinato il Festival, spero arrivi Pippo Baudo”

Scrittore e critico musicale, Lele Boccardo ne ha per tutti in questo periodo. Dopo l’esperienza al Salone del Libro di Torino per presentare il suo romanzo musicale, Il Rullante Insanguinato, lo scrittore piemontese si sofferma su quale possa essere il futuro del Festival di Sanremo. Intanto, però, Lele Boccardo come spiega a UrbanPost, è soddisfatto del piano promozionale de Il Rullante Insanguinato: “Sono abbastanza soddisfatto di come stanno andando le cose, mi fa piacere che le critiche che sto ricevendo siano positive. Ho notato parecchi commenti anche sulla pagina che abbiamo creato su Facebook. Abbiamo ottenuto delle ottime recensioni anche su altri portali di e-commerce, sono davvero soddisfatto. Dopo il Salone del Libro a Torino abbiamo fatto altre presentazioni. Personalmente, poi, sto seguendo in qualità di critico musicale tutti gli eventi estivi, specialmente tra Piemonte e Liguria.”

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Lele Boccardo non ha dubbi su chi debba essere il sostituto di Carlo Conti a Sanremo: “Pippo Baudo. È l’unica persona che può far tornare la tradizione di una manifestazione che negli ultimi tre anni è stata massacrata soprattutto dal punto di vista musicale: per esempio, potevamo fare a meno per tre anni di Alessio Bernabei&Co.” La conduzione artistica di Conti non è andata giù al critico musicale: “Sanremo è diventato un Talent e Qualent Show.” Ma si parla anche di Mika: “No, mi auguro di no. La nostra TV è stata colonizzata da stranieri, la rosa di nomi può essere ampia e vasta.” La soluzione dovrebbe essere un’altra: “Se non ci fosse Pippo Baudo – rivela Boccardo – punterei tutto su Amadeus che ha un passato da dj e ha ritmo. Poi ci sono persone professionali come Frizzi o Giletti…”

E ancora, Boccardo preferisce non commentare i tormentoni estivi come Volare di Rovazzi: “Posso essere sincero? non ho sentito la canzone perché sono molto fiscale su queste cose. Prima si impara a suonare, poi si fanno spettacoli e allora dopo si può iniziare a dire di fare musica. Bisogna avere esperienza, maturarla. Masini suonava le tastiere nella band di Umberto Tozzi a metà degli anni ’80. Questa è la ricetta: prima cosa imparare e studiare canto, solfeggio, fare tanta gavetta e poi si può pensare ad iniziare a fare le cose professionalmente sennò sei un personaggio usa/getta.”

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