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Leonardo Da Vinci: l’ombra della pedofilia che infama da secoli, analizziamo le carte processuali

Leonardo Da Vinci non è solo un celebre artista e inventore italiano. La sua figura è entrata nell’immaginario collettivo, al pari di Albert Einstein, come sinonimo di genio, creatività ed estro artistico. Dalla Gioconda all’Ultima Cena, passando per il famosissimo Uomo vitruviano, le sue opere l’hanno inserito di diritto tra i più grandi geni dell’umanità. Durante la sua vita, però, ha subito anche delle accuse molto pesanti: la pedofilia.

Qual è la vera storia che si cela dietro le accuse di sodomia nei confronti di Leonardo Da Vinci? Il suo nome, infatti, era stato inserito in un fascicolo processuale appartenente a un’inchiesta per sodomia: il celebre artista e inventore figurava tra gli imputati, e tra di loro spiccavano altri nomi appartenenti alla bottega del Verrocchio. Correva l’anno 1476, e un’accusa di omosessualità poteva costare una pena molto severa; anche solo a livello economico, venivano revocate tutte le commesse da parte della Chiesa.

La vittima dell’abuso, secondo le carte processuali, sarebbe stata Jacopo Santarelli, un giovane di diciassette anni. L’8 aprile del 1476, venne presentata una denuncia anonima agli Ufficiali di notte e de’ monasteri nei confronti di alcune persone, tra le quali figurava anche Leonardo Da Vinci. L’accusa era quella di sodomia consumata ai danni di Jacopo Santarelli. Leonardo Da Vinci subì un breve periodo di carcerazione, ma l’accusa alla fine decadde e venne giudicata infondata.

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