di Andrea Monaci in

L’estrema destra dilaga in Toscana


 

Nel silenzio generale l’estrema destra dilaga in Toscana. Il movimento di “destra identitaria” Casaggì conquista la maggioranza delle rappresentanze studentesche in provincia di Firenze: ecco chi sono e che idee sostengono

Casaggì, l’organizzazione studentesca di destra che si definisce “identitaria”, ha come simbolo la fiamma tricolore che rimanda al Movimento Sociale Italiano e si richiama ad Azione Studentesca, ha conquistato la Consulta provinciale degli studenti di Firenze. Casaggì ha ottenuto 32 eletti su 58 e una valanga di voti, ben 18mila. La vittoria tra gli studenti di Firenze segue, in Toscana, quelle a Prato e a Pistoia

Le parole d’ordine? Sono quelle dell’ultradestra, “sangue e suolo”, ma il programma su cui Casaggì ha costruito la propria vittoria è fatto di parole semplici: “edilizia scolastica, trasporti, sport, forte critica dell’alternanza scuola-lavoro, della Buona Scuola e dell’operato del Ministro Fedeli”. Parole che hanno avuto presa facile sugli studenti, tra i quali il peso dei collettivi “classici”, quelli nati dal basso, è sempre meno significativo.

Sangue e suolo

“Tutto per la patria, la destra avanza, si radica e vince” scrivono i militanti fiorentini della destra estrema studentesca. E come dar loro torto, con questi risultati. Ma se il messaggio “elettorale” è volutamente semplificato, meno immediata e più subdola è l’azione comunicativa dei giovani di Casaggì. La loro seguitissima pagina Facebook è un concentrato di mitologia dell’estrema destra: più che alle menti, Casaggì punta alla pancia dei “fan”, tra i quali sicuramente buona parte dei 18mila studenti fiorentini che l’hanno votata.

“Sangue e suolo: quale futuro tra ius soli, invasione migratoria, eliminazione etnica e calo migratorio?”. E’ il titolo della prossima conferenza presso la sede di Casaggì a Firenze. Il messaggio è chiarissimo, non ha bisogno di commenti. La pagina Facebook peraltro è una vetrina di armamentari della vecchia destra, anche se annovera testi di un certo valore come quello di Giano Accame su Ezra Pound economista “contro l’usura”.

Un esercito virtuale di “haters”

Quello che più spaventa sono i commenti degli utenti. Un esercito virtuale di “haters” che vomita sul web ogni genere di commento negativo. Per lo più sono commenti razzisti, come quelli inseriti in un post sui Rom che a Firenze hanno protestato per l’emergenza abitativa. Ma i commenti razzisti non si sprecano, come quelli rivolti nei confronti di migranti e militanti di forze politiche di sinistra.

Casaggì come Casa Pound e in generale la destra che si rifà alla tradizione missina ha sempre bisogno di un nemico, proprio come l’ultra-sinistra degli anni ’70. Vecchi arnesi che speravamo finiti in soffitta riemergono nel caotico e disastrato panorama politico italiano di oggi.

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