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Letizia Battaglia mostra 2016: al Maxxi di Roma i suoi scatti fotografici

Letizia Battaglia non è solo una grande fotografa, ma anche un’intellettuale e un’artista che da sempre si schiera a favore degli ultimi. Al Maxxi di Roma è stata inaugurata proprio oggi una mostra contenente 200 scatti che raccolgono gli ultimi quarant’anni di attività sul campo, assieme a documenti inediti, pubblicazioni, riviste e molto altro.

Sarà possibile visitare la mostra di Letizia Battaglia dal 24 novembre 2016 al 17 aprile 2017. Nonostante non abbia mai messo da parte, nemmeno per un giorno, la macchina fotografica dice di essere una persona e non una fotografa e, a proposito della mostra, ha spiegato: “Un incubo fare questa mostra e rivedere quello che non volevo vedere. Dopo tanti anni di cronaca violenta non sopportavo più le mie foto, la notte sognavo di bruciarle tutte, negativi e provini compresi. In archivio ho trovato un mare di carte, persino una lettera anonima di minacce che non ricordavo. In stampatello dichiarava che la mia sentenza definitiva era già stata pronunciata, e che dovevo andare via da Palermo per sempre. Lavoravo a L’Ora, un giornale che si batteva con passione. Ho cominciato così a fotografare la morte, gli ammazzati. Mi ricordo il primo cadavere, emanava un odore terribile nonostante fosse contornato dal verde. E quella chiazza di sangue che avrei rivisto, identica, per tutti gli anni a venire“.

Non è stata una carriera o una storia piena di vanità, racconta Letizia Battaglia, non era apprezzata nel suo giornale e ha sempre dovuto sgomitare per moltissime cose, persino per gli accrediti stampa. Una battaglia giornaliera con la quale, ci tiene a precisarlo, non ha fotografato solo ‘morti ammazzati’ ma anche le bellezze che circondano Palermo, la città che le ha dato i natali nel 1935. Ora il suo obbiettivo è aiutare i giovani artisti a emergere, senza ricompense, senza lodi, presso il Centro Internazionale di Fotografia, ai Cantieri Culturali della Zisa. Dice infatti: “Io ci lavorerò senza essere pagata, soldi ce ne sono pochi. Accoglierà il meglio del mondo, e porterà fuori il meglio della città, aiuteremo giovani e vecchi artisti. In un padiglione metterò una parte del mio archivio, foto di famiglie palermitane, gente viva e morta perché la rinascita parte dalla ricostruzione del passato“.

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