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Liberi e Uguali, Antonio Ingroia su Pietro Grasso: «Leadership costruita a tavolino, non è un uomo di sinistra»


 

Antonio Ingroia, leader di Mossa del Cavallo, interviene a Radio Cusano Campus e commenta la nascita dell’alleanza elettorale di sinistra Liberi e Uguali con a capo il Presidente del Senato Pietro Grasso

Antonio Ingroia, ex magistrato e leader di Mossa del Cavallo è intervenuto oggi ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’università Niccolò Cusano, parlando di Liberi e Uguali, la nuova alleanza elettorale di sinistra, e del suo leader Pietro Grasso. «La sua leadership è costruita a tavolino – ha detto Ingroia all’emittente romana – la sua storia dice che non è un uomo di sinistra». Poi la frecciata velenosa al Presidente del Senato: «Diventò procuratore nazionale antimafia per una legge ad personam di Berlusconi contro Caselli e non volle sottoscrivere l’appello della Procura di Palermo contro l’assoluzione ad Andreotti».

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Liberi e Uguali, Antonio Ingroia su Pietro Grasso: «Lui non è una faccia nuova»

«Non è tutt’oro quel che luccica – ha affermato Ingroia – Noi siamo molto critici nei confronti del progetto politico che è nato da questa fusione a freddo tra MDP, SI e Possibile e che ha prodotto questa leadership costruita in laboratorio a tavolino. La nostra idea, come Mossa del cavallo e Lista del popolo, è che è finito il tempo dei professionisti della politica che costruiscono i leader in laboratorio. E’ il momento in cui, di fronte all’astensionismo che è il primo partito del Paese, bisogna cambiare metodo, bisogna cambiare persone. Con tutto il rispetto del collega Grasso, lui non è una faccia nuova e ci vogliono facce nuove. E’ un movimento che vuole unire la sinistra e questo è già sbagliato e perdente in partenza. Gli italiani non vogliono più sentire parlare di sinistra e destra. La gente ne ha piene le tasche di sinistra che è sinistra solo apparente. L’assemblea è stata solo apparente, si è fatta solo per applaudire una scelta che era già stata presa a tavolino».

«Grasso è diventato procuratore nazionale antimafia per una legge ad personam di Berlusconi»

«Grasso – ha proseguito Ingroia  – è stato un magistrato di grande esperienza, coraggio, capacità professionali, ma bisogna ricordarsi che è diventato procuratore nazionale antimafia per una legge ad personam di Berlusconi per impedire a Caselli di ricoprire quel ruolo e lo stesso Grasso in un’intervista disse che il governo Berlusconi meritava una menzione speciale per la sua attività antimafia. Pietro Grasso non è di sinistra, non lo è stato nelle sue contiguità con la politica. Anche quando Castelli fu nominato procuratore di Palermo, Grasso era il candidato dell’allora ministro della giustizia Martelli, quindi non aveva una posizione di sinistra sinistra. Poi è stato sostenuto dal governo Berlusconi contro Castelli. Non volle sottoscrivere l’appello della procura di Palermo contro l’assoluzione di Andreotti in primo grado. E’ stato molto cauto e prudente su trattativa Stato-mafia e l’inchiesta Dell’Utri, legittimamente, ma possiamo dire che è stato un magistrato cauto».

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