di Stephanie Barone in , ,

Linfedema primario e secondario cure, intervista esclusiva al Dott. Campisi: “Oggi si può guarire totalmente”



 

Il linfedema è una patologia con un’altissima incidenza in Italia e nel mondo: cos’è ma soprattutto esistono delle cure? A raccontarcelo in un’intervista esclusiva è il Dott. Corrado Campisi del Centro Specializzato di Genova.

linfedema, linfedema primario, linfedema secondario, linfedema cure, linfedema si può guarire, linfedema cause, linfedema arti inferiori, linfedema braccio, linfedema centro specializzato genova, dott corrado campisi,

Il linfedema è una patologia con un’altissima incidenza in Italia e nel mondo: cos’è ma soprattutto esistono delle cure? A raccontarlo in un’intervista esclusiva a UrbanPost è il Dott. Corrado Campisi del Centro Specializzato Chirurgia dei Linfatici di Genova il quale, con il Professor Corradino Campisi, è uno dei maggior esperti a livello nazionale e internazionale nella cura del linfedema.

Linfedema, primario e secondario: cos’è e i numeri dell’incidenza in Italia e nel mondo

Dottor Campisi può spiegare ai nostri lettori cos’è il linfedema?
Il linfedema è una patologia cronica che si sviluppa per due tipi di ragioni. Come “secondario” per una patologia che spesso è neoplastica e richiede l’asportazione di strutture linfatico-linfonodali; un esempio di questo tipo è quello che si fa per il tumore della mammella, con i linfonodi del cavo ascellare ma anche per il tumore della cervice uterina con i linfonodi pelvici. Quando vengono asportati, in soggetti predisposti, si può sviluppare un quadro di linfedema secondario poiché non sono più presenti questi linfonodi che normalmente hanno una funzione di stazioni di drenaggio linfatico che permettono agli arti inferiori ma anche a quelli superiori il normale scarico della linfa che drena le estremità. Si parla quindi di linfedema periferico delle gambe e delle braccia.

Si può inoltre presentare un tipo di linfedema “primario”, presente o alla nascita e quindi congenito oppure precoce o tardivo, se esso si manifesta prima o dopo il 35° anno di età. In questo caso la patologia è legata ad un fattore costituzionale che si presenta con un quadro di non corretto funzionamento delle strutture linfatico-linfonodali, soprattutto alle radici degli arti come nella regione inguinale o del cavo ascellare. Si verifica in questo caso una patologia cronico- infiammatoria causata da una stasi linfatica che comporta, con il tempo, un deposito di tessuto fibrotico infiammatorio e adiposo che può rendere irreversibile la patologia. I tipi più comuni di linfedema sono di tipo periferico ma ci sono casi anche a livello addominale, toracico o del collo, di tipo primario malformativo o secondari a chirurgia.

Ci può dare una stima dell’incidenza di questa patologia nel mondo?
Dai dati ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si può parlare di un’incidenza pari a 300 milioni di casi (circa una persona ogni 20). Quasi la metà dei linfedemi è di origine primaria ed è caratterizzata da una base congenita linfangio-adeno-displasica, ossia dovuta ad una malformazione. Altri 70 milioni sono di origine parassitaria, particolarmente presenti nelle aree tropicali e subtropicali come India, Brasile, Sudafrica. Altri 50 milioni sono post-chirurgici e specialmente secondari al trattamento del carcinoma mammario. Infine gli altri 30 milioni sono essenzialmente causati da problemi funzionali di sovraccarico del circolo linfatico.

E per quel che riguarda l’Italia?
L’incidenza, ovvero il numero di nuovi casi all’anno in Italia, è superiore a 40 mila; si tratta di una cifra leggermente inferiore rispetto all’incidenza del tumore mammario. Senza contare i malati cronici che soffrono di questa patologia da diversi anni e che alcune stime riferiscono essere più di 2 milioni.

Linfedema primario e secondario cure: si può guarire?

Che tipo di cure sono generalmente proposte in questi casi in Italia?
Purtroppo molto spesso le cure che sono proposte ai pazienti sono di tipo clinico riabilitativo, quindi di tipo sintomatico, ovvero che non mirano alla cura della patologia ma al suo contenimento. Nel nostro Centro genovese invece la terapia fisica viene applicata anche alla chirurgia ricostruttiva e permette oggi di ottenere dei risultati estremamente buoni in qualsiasi stadio della patologia, considerando il fatto che in quelli più precoci si tratta di percorsi più rapidi.

E’ quindi possibile guarire definitivamente dal linfedema?
Assolutamente sì. Le moderne tecniche chirurgiche attualmente a disposizione, previo un corretto inquadramento diagnostico clinico-strumentale, consentono un trattamento personalizzato, a seconda del caso specifico, rivolto alla normalizzazione della qualità della vita di ogni singolo paziente affetto da linfedema.

A Genova esiste un’eccellenza italiana nella cura di questa patologia. Ce ne può parlare?
Da oltre 40 anni – il polo è infatti nato nel 1973 presso la Clinica Chirurgica dell’Università Ospedale San Martino – la cura dei linfedemi primari e secondari degli arti trova a Genova il massimo dell’esperienza maturata imputabile alla case history unica nel suo settore del Prof. Corradino Campisi e del sottoscritto, attraverso la ricerca e le applicazioni cliniche, grazie alle moderne metodiche già validate dalla Comunità Scientifica internazionale, alle tecniche più avanzate di microchirurgia ed ai risultati a lungo termine statisticamente più significativi, fino a oltre 20 anni dall’intervento. Ad oggi l’Unità Operativa Dipartimentale di Chirurgia dei Linfatici è la prima esistente in ambito nazionale e ad essa si rivolgono i numerosi pazienti, provenienti da tutte le regioni d’Italia e dall’estero. Possiamo dire di aver trattato dall’inizio dell’attività oltre 4 mila pazienti, statisticamente valutati con un ‘follow-up’ post-operatorio variabile da 5 a più di 20 anni dall’intervento.

Parliamo quindi di come è possibile riconoscere e guarire dal linfedema. Quali sono i sintomi che possono accendere un campanello d’allarme?
Innanzitutto bisogna sapere che quando si fa un’anamnesi ad un paziente è fondamentale capire se sono presenti dei familiari con un problema simile. A prescindere da questo, la presenza di un edema, un gonfiore in zone come piede, la regione della caviglia, la gamba (sotto il ginocchio) e lo stesso vale per l’arto superiore (rigonfiamenti alla mano, al polso, al di sotto del gomito) sono sintomi da non sottovalutare. Da tenere in considerazione anche la presenza o meno di fenomeni infiammatori o infettivi, di tipo linfangitico; spesso questi quadri sono predisposti all’insorgenza di fenomeni infettivi: un’importante arrossamento dell’arto che è sede del problema ad esempio insieme ad un rialzo della temperatura e dolore ne può essere sintomo.

Linfedema primario e secondario cure: il centro specializzato di Genova

A differenza dei centri che tendono a contenere la patologia, cosa fate al Centro di Genova?
Anche al nostro centro utilizziamo un protocollo che comprende la parte di terapia fisica decongestionante del linfedema, ovvero tutte le terapie che sono di attacco al problema. Esse però però se utilizzate da sole costringono il paziente ad esserne schiavo poiché la patologia ha una sua evoluzione costante. Per questo la definisco una terapia sintomatica: del tipo “quando sono gonfio faccio una settimana di terapia, riduco un pochino con la contenzione elastica e riprendo la mia vita”. Non si trova in questo modo una cura vera e propria alla patologia. Questo tipo di terapie danno dei buoni miglioramenti però, in primo luogo, costringono il paziente ad aver bisogno ciclicamente di queste terapie e, in secondo luogo, comportano un’evoluzione della patologia. I fenomeni infiammatori infatti vanno avanti e possono degenerare in stati più avanzati.

Il nostro protocollo invece inquadra il paziente dal punto di vista generale con tutti gli accertamenti necessari. Si inizia ugualmente un percorso di terapie fisiche per vedere il tipo di risposta del paziente e solo alla fine si inserisce la chirurgia che ha due ruoli. Il primo, in questa fase, di tipo ricostruttivo, si definisce MLVA, ovvero Anastomosi Linfatico Venosa Multipla. Noi andiamo a prendere questi piccoli vasi con un diametro piccolissimo e andiamo a creare una derivazione, un bypass, delle strutture linfatiche all’interno delle strutture venose. Un bypass che ripristina ciò che accade fisiologicamente nell’organismo. Finita questa parte il paziente torna per fare un ciclo di terapia fisica decongestionante postoperatoria e viene monitorato in base al suo stadio clinico per capire la riduzione dell’edema.

Più lungo è il processo nel caso di linfedema in stadi più avanzati perché il liquido si è da tempo depositato dell’arto divenendo solido. In questo caso proponiamo quindi una liposuzione modificata, ovvero la Fibro-Lipo-Linfo-Aspirazione (FLLA) con preservazione delle strutture linfatiche grazie all’utilizzo della micro-linfografia fluoresceinica al verde indocianina (PDE Test) che permette di mappare le strutture linfatiche lungo il percorso delle cannule da liposuzione. Possiamo dire di avere pazienti, il cui numero va sempre più alzandosi, che riducono la contenzione elastica anche se erano giunti a noi in condizioni molto avanzate della patologia. Ciò permette loro di tornare ad una vita normale senza essere schiavi della contenzione elastica.

Quali, ad oggi, i risultati ottenibili nella cura a lungo termine del linfedema?
Con questo specifico trattamento microchirurgico proposto dal centro genovese, negli stadi precoci della malattia, si ha una riduzione media dell’eccesso di volume pre-operatorio superiore al 90%, con una ripresa rapida da parte del paziente delle normali attività quotidiane. Questi ottimi risultati consentono di ridurre progressivamente e poi sospendere la necessità di terapie medico-fisico e riabilitative, compreso l’impiego del tutore elasto-compressivo.

Questo tipo di protocollo è quindi un’esclusiva del vostro centro?
Dal 1973 il Centro genovese ha iniziato a dedicarsi a questo tipo di patologia nell’ambito della chirurgia generale, di quella vascolare e oggi della chirurgia plastica, io infatti sono un chirurgo plastico. Devo dire quindi che la peculiarità di questo tipo di approccio è unica a livello nazionale ma anche a livello internazionale perché spesso la figura del chirurgo che si dedica ai linfatici è scissa rispetto a quella del medico fisiatra, riabilitatore, fisioterapista che si dedica alla parte non chirurgica. Noi invece a Genova abbiamo la possibilità in un unico centro di poter gestire entrambe per dare una visione unitaria nel percorso terapeutico del paziente.

Un paziente che ha necessità di sottoporsi ad un intervento per il linfedema ha il supporto del Sistema Sanitario Nazionale?
Gli interventi chirurgici sono assolutamente passati dal Sistema Sanitario Nazionale in Italia, fanno parte dei Livelli Essenziali di Assistenza. E’ codificato l’intervento di ricostruzione microchirurgica come l’intervento di liposuzione modificata. Quindi il paziente che ha bisogno di queste cure non è obbligato a farle in un ambiente privato, può essere gestito nel SSN. Io ad esempio lavoro anche in Strutture accreditate con il SSN, dove mi occupo dei pazienti affetti da linfedema.

Grazie

© Tutti i diritti riservati. Vietata ogni forma di riproduzione

Metti mi piace a UrbanDonna

Leggi anche

Commenta via Facebook