di Andrea Monaci

L’Informazione Libera ha un Giusto Prezzo


 

L’informazione libera ha un giusto prezzo. Almeno è quello che pensano i quasi 15mila abbonati di Radio Popolare, storica emittente milanese con forti riferimenti “a sinistra” che oggi guida un network di radio paladine dell’informazione al servizio dei cittadini. Chiusa la campagna abbonamenti 2012 con 600 nuove adesioni di ascoltatori.

Radio Popolare Milano

Ora gli abbonati di Radio Popolare sono quasi 15mila. Lo dicono con soddisfazione gli stessi redattori della storica emittente milanese alle 19:20 di domenica 21 ottobre 2012, dai microfoni dello studio 2 di via Ollearo 5. Un bel sospiro di sollievo per i bilanci della radio, che è libera per scelta e struttura societaria essendo gestita dalla Cooperativa di cui sono soci tutti i suoi lavoratori e molti dei suoi ascoltatori.

Gli abbonamenti incidono per quasi il 50% del bilancio di Radio Popolare, ha detto durante la lunga diretta dell’abbonaggio 2012 Sergio Serafini, storico amministratore della cooperativa che gestisce Rp. Questa è una scelta, in parte obbligata dalla contrazione dei ricavi pubblicitari locali, in parte dovuta alla determinazione a non “vendersi” ad editori o investitori che potrebbero impedire la libertà di espressione che la radio conserva fin dalla sua fondazione, nel lontano 1976.

Non vogliamo fare qui la storia di Radio Popolare, ma vale la pena ricordare che sui 107.6 dell’emittente milanese hanno trovato e trovano spazio ogni giorno moltissime notizie che i media “mainstream” non danno o a cui dedicano davvero poco spazio. Moltissimi temi sociali, le grandi battaglie democratiche hanno sempre trovato spazio qui: come dimenticare la lunga e drammatica diretta dai cortei del G8 di Genova 2001? Poi musica di tutti i generi e programmi di rara intelligenza, come “La Caccia”, di Felice Accame e del compianto grande Carlo Oliva recentemente scomparso, e ancora “Alaska” di Marina Petrillo e l’ormai mitico “Passatel”, l’antesignano radiofonico dei siti web di vendo-compro usato

Rp oggi è poi rafforzata dalla syndication con una ventina di radio locali che ne hanno sposato la filosofia e trasmettono in network, il Popolare Network appunto, parte della sua programmazione, tra cui spiccano tutti i notiziari nazionali ed alcune delle trasmissioni di maggiore successo come Esteri, la finestra sul mondo condotta dall’ottimo Chawki Senouci, o “Jalla Jalla” il magazine di musica e storie ideato da Claudio Agostoni e condotto tra gli altri da Roberto Maggioni. Di questa rete nazionale fanno parte, oltre alla controllata Radio Popolare Roma, alcune radio molto note come Radio Flash di Torino, Controradio di Firenze, Radio Popolare Salento, Radio Base Venezia, Città del Capo Radio Metropolitana di Bologna.

Una radio che si definisce libera e che continua a volerlo essere, mettendosi in discussione continua e mantenendo aperto e stretto il dialogo con i propri ascoltatori. Rp è una delle poche radio in Italia che conserva la tradizione del “microfono aperto”, uno spazio di libero intervento – senza filtro alcuno – degli ascoltatori su temi che spaziano dall’attualità politica alle problematiche individuali.

Fiaba Emilio Tadini Radio PopolarePer concludere degnamente la nuova campagna abbonamenti, un’iniezione di fiducia e risorse indispensabile per mantenere i livelli qualitativi che la radio offre, Radio Popolare ha organizzato la scorsa domenica una festa di chiusura con l’esposizione di una gigantografia del celebre quadro  – la “fiaba” – che Emilio Tadini, celebre pittore e scultore milanese, realizzò in occasione dell’operazione “mattonaggio”, quella che portò molti degli ascoltatori a diventare azionisti della radio.  Un passato che si rinnova, ma con radici salde.

Ora manca un solo passo, la scelta della nuova direzione editoriale. Attualmente la radio, dopo le dimissioni (volute dall’assemblea dei lavoratori) di Danilo De Biasio che ha guidato l’emittente per un paio d’anni, sono da inizio anno nelle mani di un comitato ristretto guidato da un manipolo di voci storiche dell’emittente. Ci vuole una scelta di continuità e di coraggio, magari scegliendo un volto giovane per confermare la diversità naturale di questa emittente patrimonio raro nel panorama dell’informazione italiana.

(foto: @Radio Popolare)

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