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Lodi Josephine trovata morta in piscina news: il suo cellulare potrebbe custodire la verità

Giallo di Lodi news: è ancora mistero fitto sul decesso della 35enne nigeriana Josephine Odijie trovata nuda e senza vita lo scorso 3 giugno, con il corpo pieno di lividi, nell’acqua della piscina della sua abitazione di cascina Reghinera a Castelgerundo, proprietà del compagno 78enne Stefano Acerbi, assente dall’abitazione la sera della morte, e che abitava nella cascina accanto a quella donna.

L’unico elemento certo finora in mano agli inquirenti – la procura di Lodi sta indagando per omicidio a carico di ignoti – è l’esito degli esami tossicologici sul corpo della donna, che ha accertato che prima di finire in acqua aveva bevuto molto alcol. Era presumibilmente ubriaca. Gli investigatori hanno trovato numerose bottiglie di vino vuote nell’appartamento che Josephine ha avuto in uso dal convivente Stefano Acerbi. Il decesso causato da congestione è stato escluso fin da subito perché Josephine aveva lo stomaco vuoto quando ha perso la vita. Gli investigatori stanno cercando di capire se la donna quando ha bevuto tutto quell’alcol fosse sola in casa o meno e se abbia assunto anche droghe. Secondo il procuratore Domenico Chiaro ci sarebbero ancora diversi aspetti da chiarire.

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C’è poi l’intoppo del cellulare: lo smartphone di Josephine è infatti bloccato. Dei tecnici specializzati in Germania dovrebbero nei prossimi giorni riuscire ad accedere ai suoi contenuti. In quel dispositivo potrebbe infatti essere racchiusa la soluzione del giallo: Josephine era stata contattata da qualcuno quella sera? Nei prossimi giorni verrà convocato in procura il convivente di Josephine, che la sera della sua morte era fuori città, in barca con un amico in Toscana. L’uomo ha riferito che Josephine non lo aveva seguito perché avrebbe dovuto studiare in quanto l’indomani, 4 giugno, avrebbe dovuto sostenere un esame da operatrice sanitaria. Ancora è impossibile stabilire se la donna sia caduta accidentalmente in piscina e se con lei ci fosse qualcuno quella sera e l’abbia spinta in acqua. Gli esami scientifici, che hanno rilevato la presenza di tracce sotto le unghie della donna, hanno però dato esito negativo e il presunto disordine trovato in casa non è parso agli investigatori significativo o riconducibile all’ingresso di qualche estraneo nella cascina o ad una colluttazione. “Josephine era serena. Ci penserà il magistrato a far luce su quello che è successo”, continua nel frattempo a ripetere la sorella della 35enne, che esclude categoricamente il suicidio.

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