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Lodi trovata morta nuda in piscina: giallo sul decesso di Josephine

Lodi donna trovata morta in piscina. E’ giallo sul decesso di Josephine Odijie, la 35enne nigeriana trovata nuda, senza vita, a bordo piscina di una cascina di Cavacurta, frazione di Castelgerundo (Lodi). Da un primo esame sul corpo sarebbero emersi lividi ed altri segni sospetti, che al momento non permettono di escludere alcuna pista investigativa, ogni ipotesi – rapina in casa, caduta accidentale o omicidio – è al vaglio. Disposta l’autopsia dal procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro; l’esame sarà eseguito all’istituto di Medicina legale dell’Università di Pavia dal dottor Luca Tajana.

La morte potrebbe risalire a sabato sera 2 giugno. Josephine Odijie era completamente nuda, senza alcun vestito addosso. L’abitazione è stata trovata molto in disordine. “Secondo me è stato un malore”, ha detto Stefano Acerbi, 78 anni, compagno di Josephine Odijie e proprietario della cascina Reghinera di cui è proprietario nel lodigiano e dove anche la donna viveva. L’uomo si trovava in vacanza a fare un giro in barca fuori regione quando è stato trovato il cadavere della nigeriana. “Penso a una congestione anche perché era molto tesa per l’esame di operatrice socio sanitaria che avrebbe dovuto sostenere lunedì”, ha detto il 78enne all’Ansa una volta fatto rientro nella cascina di Cavacurta di Castelgerundo.

I dubbi sulla morte di questa ragazza sono tantissimi, a destare molte perplessità il fatto che la donna fosse nuda. Perché e come è arrivata a bordo piscina senza abiti? E con lei c’era qualcuno? “Io l’ho conosciuta quando nove anni fa andai a Milano per acquistare dell’abbigliamento. Lei era in un negozio, faceva la commessa. Non ci siamo più persi di vista, però non convivevamo stabilmente. Ogni tanto lei veniva a stare da me per diverse ore ma da due anni a questa parte lei risiedeva nella cascina di fronte alla mia, non con me”, ha precisato l’uomo, che ha inoltre escluso che ci fossero zone d’ombra nella vita di Josephine, di cui conosceva anche gli amici. “Io l’ho portata in società. Sia qui nel Lodigiano sia a Milano. Ora non avrebbe nemmeno avuto bisogno di lavorare. Avrebbe fatto questo concorso e avrebbe lavorato solo per realizzarsi”. Un esame il giorno dopo il decesso, elemento, questo, che farebbe escludere il suicidio.

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