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Loris Stival processo, avvocato Panarello: “Dimostreremo che non ha ucciso”

Omicidio Loris Stival: è in corso presso l’aula della Corte d’assise d’Appello di Catania il processo di secondo grado a carico di Veronica Panarello, accusata dell’omicidio del figlio avvenuto a Santa Croce Camerina (Ragusa) il 24 novembre 2014. “Dimostreremo che non ha ucciso lei il piccolo Loris”, ha detto il suo legale Francesco Villardita ai microfoni di Mattino 5 prima di fare ingresso in aula e portare a termine la sua arringa. Il legale porta avanti la tesi della mancanza di un vero movente.

processo loris 3 ottobre

La strategia difensiva punta a far leva su quella che ha indicato come una contraddizione: il movente del delitto. La Panarello non avrebbe avuto alcun motivo per uccidere il figlio, sostiene il legale, e nonostante l’accusa abbia risposto che Veronica fosse affetta dalla sindrome di Medea (allargata a tutta la famiglia), alla donna non è stata riconosciuta nemmeno la semi infermità mentale. “Se non c’è un movente più che forte, una madre non può uccidere un figlio”, ha ribadito il legale ai microfoni di Mattino Cinque in diretta da Catania. “Arrivare a una sentenza di primo grado legale della donna e poi d’appello senza aver trovato un movente mi sembra sia assolutamente riduttivo”.

veronica panarello arresti domiciliari

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“È vero, un omicidio non sempre necessita di un motivo ma qui non siamo di fronte a un processo di mafia o a un killer. Stiamo parlando di una madre che uccide un figlio, un’anomalia sotto il profilo esistenziale”, ha precisato l’avvocato.

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