di Gianluca Sepe in ,

Luca Bertossio Aliante acrobatico intervista esclusiva: “Mi sento vivo solo quando sono in volo”


 

Luca Bertossio Aliante acrobatico intervista esclusiva al pluricampione del volo, realizzata direttamente a bordo del suo SWIFT S-1

Libertà, adrenalina, controllo, ricerca della perfezione. Nel calderone di Luca Bertossio ci sono tanti ingredienti diversi, alcuni contrastanti che tuttavia mescolati insieme lo hanno reso un campione indiscusso dei cieli, dove con il suo aliante è in grado di fare acrobazie che forse noi comuni mortali possiamo soltanto immaginare. Ventisette anni, nato a Udine, Bertossio è ormai una leggenda del volo acrobatico, nonostante la giovane età. Una pioggia di medaglie FAI, il titolo di campione del mondo nel 2015 e l’argento ai World Games 2017 di Breslavia sono solo alcuni dei numeri del suo incredibile palmares. Quando vola si sente vivo e libero, sensazioni che forse tutti vorremmo provare e che a volte sono difficili da comprendere: così per avvicinarci al suo mondo, sospeso sopra le nostre teste abbiamo deciso di intervistare Luca Bertossio durante uno dei suoi voli, per capire al meglio cosa si prova a volare a testa in giù, “guardando il mondo da un oblò” da cui non ci si annoia mai.

 

Ci parli un po’ dell’aliante su cui ci troviamo, che tipo di mezzo è?
“Questo è un aliante di produzione polacca, 14 metri di apertura alare. E’ un aliante in grado di sopportare accelerazioni fino a +9G positivi, in pratica come un Euro Fighter e fino a -6G negativi in configurazione di single pilot. E’ il miglior aliante biposto acrobatico del mondo.”

Nel suo destino c’è sempre stato il volo. Ci racconti come tutto è iniziato.
“Ho cominciato a volare a 11 anni come passeggero di un mio caro amico istruttore e pilota di linea che mi ha portato su un aereo, da quel quel giorno sono salito e non voglio più scendere. Volevo fare il pilota di linea perché mio padre lavorava all’estero e rientrava in Italia soltanto pochi giorni all’anno, lo vedevo ogni tre quattro mesi e quando rientrava ero sempre così felice. A portarmelo era un aeroplano e allo stesso modo me lo portava via. Ho pensato che se fossi stato su un aereo sarei potuto stare più tempo insieme a lui. Ora lo vedo meno di prima ma mi ha dato un regalo per il futuro e per il presente che è impagabile.”

Luca Bertossio

Ha parlato di aerei di linea ma alla fine è finito su un aliante. Come è avvenuto questo passaggio?
“Volevo diventare pilota di linea. Ho frequentato il Liceo Tecnico Aeronautico di Forlì, ho studiato due anni a Forlì e ho conseguito quasi tutte le licenze per pilotare gli aerei di linea. Mancavano davvero pochi esami per conseguire il brevetto ma mentre facevo il trainatore (colui che guida l’aereo che porta in quota un aliante) mi sono domandato come sarebbe stato essere dall’altra parte. Ho provato e da quel giorno ho capito che era la cosa giusta da fare. Quando si capisce che quel che si sta facendo, il luogo in cui ci si trova sono quelli giusti e non si vorrebbe mai essere altrove facendo altro, allora quella è la cosa giusta. Per me lo è l’acrobazia in aliante, cercare di volare in maniera sempre più precisa anche se la perfezione è irraggiungibile perché siamo umani ma possiamo sempre migliorarci facendo pratica per sbagliare di meno.”

Nel 2017 ha ottenuto un argento ai World Games di Breslavia, la prima medaglia della storia italiana negli sport aerei acrobatici.
“Quest’estate in Polonia sono riuscito a piazzarmi secondo dopo uno strepitoso recupero. Ero sesto a causa di un mio errore, un banale errore. Sono riuscito a recuperare grazie ad alcuni tatticismi portando a casa un argento molto importante, anche se mi aspettavo di più. Avrò tempo di recuperare.”

Ha un palmares invidiabile ed è ancora giovanissimo. Cosa prevede in futuro?
“Ci sono tanti progetti in cantiere, che coinvolgono i miei sponsor e non solo. Mi piacerebbe volare in più posti possibili mostrando la mia arte a più persone possibili perché se io ho trovato l’amore in ciò che faccio credo che chiunque credo che possa fare lo stesso. Condividere è la cosa più bella che si possa fare. Questo è un obiettivo. Poi vincere il Mondiale alla grande. E ancora addestrare nuovi piloti e portare avanti progetti in giro per il mondo per volare nei modi più assurdi e precisi.”

Luca Bertossio Aliante acrobatico intervista

Vola ogni anno un numero incalcolabile di volte. Quali sono le sensazioni che prova quando entra nel suo aliante?
“La sensazione principale è sempre solo una, la libertà. Una libertà contornata dal controllo e guarnita con un po’ di adrenalina. E’ fantastico, così come è fantastico vedere come chi voli con me si possa appassionare a questo sport.”

Adrenalina, il suo è uno sport estremo così come F1 e Moto GP. Segue i campionati mondiali?
“Sono appassionato di moto. Il campionato di quest’anno è fantastico, pieno di variabili. Sono contento per Dovizioso, da italiano. Ha una moto molto competitiva. Sono sorpreso poi di come Valentino Rossi sia riuscito a recuperare dall’infortunio, è incredibile cosa possa fare un pilota con la motivazione. Bravo anche Vinales, ha talento e i risultati lo premiano, deve solo fare più esperienza. Potrà diventare un grande campione. Marquez poi è pazzescco.”

Ha parlato dell’amore per l’aliante ma in aria ha trovato anche un altro amore, Sara.
“L’ho conosciuta allo show di Locarno nel 2014 proprio mentre volavo con questo aliante. C’è voluto un po’ di tempo come in tutte le cose, ho capito che era quella giusta e ora ci stiamo innamorando sempre di più condividendo anche la stessa passione per il volo e le acrobazie.”

Guarda il mondo da quassù con l’adrenalina in corpo ma quando mette i piedi per terra chi è davvero Luca Bertossio?
“Luca Bertossio è vivo solamente quando è a bordo del suo aliante. Devo stare in aria, questi mezzi non vivono senza di me e io non vivo senza di loro. Al di là del mio amore Sara, Luca è vivo solo quando si trova in aria.”

Luca Bertossio

Credit foto copertina: Daniele Molineris / Red Bull Content Pool

© Tutti i diritti riservati. Vietata ogni forma di riproduzione

Metti mi piace a UrbanCalcio

Leggi anche

Commenta via Facebook