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Luciana Fantato scomparsa a Gambolò news: la figlia, il suo terribile passato e le lettere minatorie

Luciana Fantato scomparsa a Gambolò (Pavia) ultime notizie: la trasmissione Chi l’ha visto? è tornata sul caso relativo alla casalinga 59enne sparita misteriosamente all’alba dell scorso 10 novembre, esasperata per una situazione familiare problematica e divenuta insostenibile. Pregressi conflitti con la figlia e continue liti con il marito, Pierino Marcantognini, le cause della sua disperazione. L’uomo, più volte ospite in studio di Federica Sciarelli, ha rivolto degli appelli alla moglie invitandola a tornare a casa.

Luciana Fantato scomparsa a Gambolò news: furiosa lite con il marito prima di sparire

Luciana Fantato: l’autore delle lettere minatorie c’entra con la sua scomparsa?

“Non farò una cosa rapida, ma cercherò di farvi soffrire il più possibile”: queste sono sono alcune parole da brivido scritte da un misterioso mittente a Luciana e alla famiglia, che più di 3 anni fa, ormai, ricevettero diverse lettere con minacce di morte, nelle quali si fa riferimento soprattutto a Marta, figlia di Luciana e Pierino, con la quale la donna aveva un rapporto a dir poco conflittuale.

Luciana Fantato:

donna scomparsa a gambolò

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Il programma di Rai 3 ha paventato la possibilità che la sparizione della donna possa essere in qualche modo legata a quelle lettere anonime che trasudano odio, livore e desiderio di vendetta nei confronti della famiglia di Luciana. “So che la tua donna va a farsi un giro e qualche sabato la troverò è […] Ti ho preparato una bella bara per Natale …”. Questi altri terrificanti passaggi di quelle lettere minatorie risalenti a tre anni fa, che però dimostrano che chi le ha scritte conosceva bene le abitudini di Luciana, che era solita uscire a passeggiare proprio il sabato, insieme ad un’amica. Solo una coincidenza o c’è un collegamento?

Luciana Fantato è uscita di casa la mattina del 10 novembre, tra le 5 e le 7, e ha lasciato solo un biglietto con le istruzioni per utilizzare la lavatrice, seguite poi da una serie di accuse rivolte al marito dalle quali traspare un rancore ‘palpabile’. Del resto Pierino ha ammesso di avere avuto molte discussioni con lei, ammettendo però di volere voltare pagina. L’uomo spera che la moglie si sia allontanata di casa e che non le sia successo niente di grave, ma più passano le settimane più le speranze di rivederla in vita si fanno labili. Da quella mattina di Luciana non si è più avuta notizia. Nessun indizio utile alle indagini è emerso dalle telecamere di videosorveglianza prese in esame dagli inquirenti, quindi al momento chi indaga non è in grado di dire nemmeno se la donna si sia allontanata a piedi o con qualcuno che l’aspettava in auto. L’ipotesi più accreditata è che possa essersi allontanata attraverso la campagna, in quanto la sua abitazione è ubicata all’inizio di una strada di campagna. Quando è uscita di casa la donna era senza documenti e probabilmente senza soldi.

Luciana Fantato: il terribile episodio nel passato della figlia

In quelle lettere di minaccia si parla soprattutto di Marta, figlia di Luciana, e di un episodio terribile del suo passato, forse in relazione al quale l’odio nutrito nei suoi confronti dall’autore delle lettere si è poi esteso a Luciana e a tutta la famiglia. Nel periodo in cui arrivarono quelle missive, infatti, Marta andò a convivere in un’altra casa di proprietà di Luciana insieme al suo compagno, un Siuti (di etnia nomade), il quale per far soldi facili organizzò un finto matrimonio tra la ragazza e un cittadino marocchino che necessitava del permesso di soggiorno per stare in Italia.

Marta, figlia di Luciana intervistata da Chi l’ha visto?

Quella assurda situazione però gli sfuggì di mano e finì nel sangue. Il compagno di Marta, infatti, si convinse che ci fosse una relazione tra la ragazza e il finto marito. La gelosia lo portò a tendergli un agguato mortale con la complicità di suo fratello e ad ucciderlo. Dopo quell’episodio Luciana riaccolse in casa la figlia e il bambino piccolo che era nato da quella relazione. Ed è questo che il mittente anonimo di quelle lettere sembra non volere perdonare alla donna, il fatto cioè che Luciana avesse riaccolto in casa la figlia apostrofata con epiteti molto offensivi: “Cercherò di farvi soffrire il più possibile”, scrive parlando al plurale, e riferendosi dunque a tutta la famiglia di Pierino e Luciana.

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