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Luigi Di Maio intervista a Pomeriggio Cinque: “Compromesso su Savona? Ora parlo io. Impeachment? Il mio invito a Salvini”

Luigi Di Maio continua a dire la propria su quanto accaduto nella giornata di ieri con il fallimento della nascita della Terza Repubblica. Nel suo tour, tra Facebook e televisioni, racconta quanto accaduto nel salotto di Pomeriggio Cinque, ospite di Barbara D’Urso: “Per 80 giorni abbiamo provato a realizzare un governo, 11 milioni di italiani aspettavano questo cambiamento. Ieri abbiamo mandato Giuseppe Conte – il profilo individuato da noi e la Lega – e ci hanno detto che per un ministro questo governo non poteva partire. Il motivo? Perché aveva la colpa di aver scritto un libro in passato ed era critico in Europa. Non si può pensare che dopo aver votato i cittadini non vada il Governo. E poi diano l’incarico a Cottarelli senza avere i numeri in Parlamento. È assurdo.”

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Di Maio a Pomeriggio 5: “Compromesso su Savona?”

“Compromesso su Savona? Ma davvero pensate sia così? Il punto è che non andava bene nessuno che fosse come Savona. Noi non vogliamo uscire dall’euro. Volevamo una persona che andasse a dire: ‘ridateci i soldi su agricoltura e tanti altri temi’. Noi avevamo fatto anche dei nomi alternativi come Bagnai, Siri, persone della Lega e neanche dei miei. Ma non andavano bene per aver criticato l’Europa. Mattarella mi ha detto perché un’altra Nazione come la Germania non andava bene questi profili. Sono sempre stato quello del Movimento più istituzionale, mi hanno dato del Democristiano. Ma la scelta di ieri e quella di oggi non la capisco: io voglio un governo votato dagli italiani.”

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Di Maio e l’impeachment su Mattarella

“Sì, io voglio l’impeachment su Mattarella. Per una semplice ragione: noi abbiamo messo in piedi un Governo che facesse reddito, pensione di cittadinanza, temi cari ai giovani. Oggi potevamo essere a lavoro, ma ci è stato detto di no. Io voglio tornare al voto, ma se ci ripresentiamo al Quirinale con la lista dei ministri e trovano che qualcuno non va bene, ricominciamo da capo? Adesso dobbiamo porci il problema sull’art. 90 della Costituzione. Se tutti si convincono che il voto non serva più è finita la democrazia.”

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Di Maio a Pomeriggio Cinque: “Il mio invito a Salvini”

“Spero ci segua anche Matteo Salvini nell’impeachment su Mattarella: così, la prossima volta, avremo sicuramente gente onesta al Governo che possa cambiare. Alfano e la Boschi sì e Paolo Savona no. Lui non era il problema ma tutti quelli come lui: lo abbiamo conosciuto insieme, gli abbiamo dato del lei per tanti giorni. Appena l’abbiamo conosciuto, il professor Savona ci ha detto ‘io faccio il Ministro ma senza uscire dall’euro’ e Conte aveva confermato gli impegni internazionali. È passata questa notizia perché ha detto Mattarella di aver fatto attenzione ai risparmi degli italiani. Noi volevamo davvero tutelarli, non chi ha fatto gli interessi di Banca Etruria & Co.; dateci fiducia, adesso una soluzione la dobbiamo trovare. Affermare la democrazia è la più grande battaglia.”

DI Maio a Pomeriggio Cinque: “Cottarelli non ha i voti”

“Cottarelli viene in Parlamento a chiedere la fiducia pur sapendo che non prenderà il voto. Questi faranno le stesse cose dei Governi Tecnici. E gli spread… sai come la penso su Berlusconi. Ma l’ultimo votato dal popolo è stato il suo nel 2008 per poi farlo fuori nel 2011 e ci hanno impedito di fare il governo con la stessa scusa. Stamattina lo spread continua a salire. Il problema è che in Italia le decisioni le prendono i cittadini o le banche?” 

Di Maio a Pomeriggio Cinque: “Non c’è dignità nazionale”

“Io ho chiesto di farci capire con questi governi, andiamo a parlare con gli investitori internazionali. Gli investimenti arrivano se un Paese riparte davvero. Perché quando nasce un bambino in Italia non ha gli stessi aiuti di un bambino nato in Francia o Germania? Noi siamo barbari, ma avete visto le vignette dei giornali tedeschi? Ma ti rendi conto? Noi dobbiamo sempre stare attenti a non offendere le altre Nazioni, quando succede da altre parti non si dice mai nulla…”

Di Maio a Pomeriggio Cinque: “Non vogliamo uscire dall’euro”

“Noi non volevamo far uscire l’Italia dall’euro. Era un contratto di Governo per impegnarci a fare delle cose. Chi dice che noi volevamo uscire dall’euro, dice una menzogna. Se il professor Savona anni fa aveva detto che si poteva uscire dall’euro, allora questo concetto doveva valere anche per Salvini e me. Perché io e Matteo andavamo bene come ministri e il professor Savona no? Io credo, invece, vedendo quanto accaduto con Cottarelli, c’era una precisa volontà – non so se il Presidente di cui ho sempre avuto grande stima – ma di azzopparlo perché stavamo per fare tutto ciò con cui loro hanno sempre mangiato. Stavamo cambiando vertici dei servizi segreti, Rai e partecipate.”

Luigi Di Maio e i vitalizi parlamentari: “Cascasse il mondo, lo faremo”

“Non finisce qui. Io prima ho incontrato Matteo Salvini: siamo due forze politiche differenti, abbiamo profonde differenze. Loro erano una coalizione, noi no. Ma ci siamo detti una cosa: ‘ci vogliono imporre un governo tecnico’. Si deve andare al voto il prima possibile, nella compatibilità di far votare gli italiani in un periodo consono. Subito dopo agosto. Ma facciamo già partire le commissioni, iniziamo a lavorare in Parlamento: possiamo tagliare i vitalizi ai parlamentari. E cascasse il mondo, questa cosa la faremo. Cascasse il mondo. Lo faremo.”

Luigi Di Maio non commenta la nota di Berlusconi

“Sulla coalizione di centrodestra sono questioni loro. Neanche loro voteranno la fiducia a Cottarelli. 2/3 del Parlamento non lo vota. Ma come si fa? Noi avevamo i voti per avere la fiducia e ci è stato detto che non potevamo partire. Questo, invece, sì. Questa è una questione di democrazia. Noi avevamo la voglia di buttare via un po’ di ingiustizie… ci hanno detto che non andava bene. Per me è una assurdità. Quando incontrerò Cottarelli gli chiederò se si rende conto…” 

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