di Gianluca Sepe in , ,

Luigi Mastrangelo intervista esclusiva: “Mi manca la pallavolo, sogno di diventare attore”


 

Luigi Mastrangelo intervista esclusiva all’ex campione di volley in occasione della sua partecipazione come ambassador alla Fisherman’s Friend StrongManRun di Bibione

Quattro partecipazioni olimpiche, condite da tre medaglie, un palmares unico nel mondo della pallavolo italiana ed internazionale, carisma e personalità da vendere: Luigi “Gigi” Mastrangelo è un’icona e una leggenda dello sport italiano e dopo anni frenetici anche ora che ha abbandonato i campi da gioco non si ferma mai. A testimonianza di questo la sua partecipazione come Ambassador alla Fisherman’s Friend StrongManRun di Bibione, andata in scena quest’anno in versione notturna. Abbiamo intervistato Gigi Mastrangelo prima della partenza della famosa obstacles race, per parlare di pallavolo, delle sue passioni e di tanto altro.

Mastrangelo intervista

(Foto credits: LaPresse/ Spada)

Cosa significa per lei partecipare alla StrongManRun?
“Si tratta di un bel momento, di festa e di sport. Si tratta pur sempre di una gara e quindi la competizione gioca comunque un ruolo importante. Ci sono tanti ostacoli diversi da superare, il divertimento è assicurato.”

Una corsa ad ostacoli e quindi una sfida anche contro sé stessi per uno che di sfide in carriera ne ha vinte tante.
“Ne ho vinte tante ma ne ho anche perse tante. Se non perdi non capirai mai poi come costruire le vittorie del futuro, è proprio dalle sconfitte che si costruiscono i successi.”

Lontano dai campi da tre stagioni, quanto le manca la pallavolo?
“Sì, sono lontano dall’attività da quasi quattro anni, tre stagioni sportive. Mi manca molto la pallavolo, è stata la mia vita per vent’anni. Mi manca molto ma sinceramente ma ora sto vivendo quella vita che prima non potevo vivere perché la vita d’atleta comporta molte rinunce e quindi ti toglie anche tempo per la stare in famiglia. Ora riesco a fare anche il papà visto che prima avevo poco tempo tra viaggi e trasferte. Di certo mi manca la competizione, d’altra parte però ci sono cose molto importanti che sto vivendo ora.”

A Londra 2012 è salito sul podio, a Rio 2016 i ragazzi di Blengini sono andati ad un passo dal sogno. Cosa è mancato in entrambe le occasioni?
“Il momento in cui mi sono avvicinato in assoluto di più all’oro è stata la finale di Atene 2004 persa contro il Brasile. Si tratta tra l’altro della stessa squadra affrontata dai ragazzi alle ultime Olimpiadi. Quello che manca sempre è sicuramente un pò di fortuna: arrivare in forma e senza nessuna paura a quegli appuntamenti non è mai facile, il Brasile ad esempio è sempre arrivato concentrato. Ogni gruppo ha la propria storia. Il gruppo di Blengini era giovane e nuovo e forse è mancata un pò di fortuna, anche se nei gironi il Brasile era stato sconfitto. Gli Azzurri hanno fatto comunque un grande risultato, sono giovani e avranno tutto il tempo di partecipare a diverse Olimpiadi e vincere quell’oro che manca all’Italia.”

Ha giocato con alcuni giocatori del gruppo di Rio 2016, c’è qualcuno in cui si rispecchia per personalità?
“In questo momento il trascinatore di questo gruppo è Ivan Zaytsev, che per look e per quello che il suo modo di stare in campo mi somiglia molto. Ha personalità da leader e sta ricoprendo bene questo ruolo. Il suo atteggiamento, i suoi punti e le sue rimonte hanno trascinato l’Italia, riavvicinando anche il pubblico alla pallavolo. Ultimamente tutti i palazzetti sono pieni quando gioca la Nazionale e anche davanti alla tv c’è molto seguito. Questo è anche merito di personaggi, prima c’ero io e ora lui, che sanno creare entusiasmo e attrarre l’attenzione di tutti.” 

E’ passato un pò di tempo dal suo ritiro, le piacerebbe riavvicinarsi alla pallavolo magari allenando?
“Per avvicinarsi alla pallavolo, che è il mio mondo, c’è ancora tempo. Al momento mi interessano altre cose come partecipare a programmi televisivi. Il mio sogno rimane sempre quello di fare l’attore ma so che non è facile. Se avrò la possibilità e mi si presenterà qualche occasione cercherò di sfruttarla ma per tornare nei palazzetti c’è sempre tempo.”

Quindi è più facile entrare nelle case degli italiani attraverso le Olimpiadi o attraverso il mondo dello spettacolo?
“Credo più attraverso il mondo dello spettacolo. Alle Olimpiadi la gente scopre tanti sport che vengono visti  solo una volta ogni quattro anni. Ci sono tante discipline che si vedono pochissimo, l’anno olimpico in cui ci sono tutti gli sport in chiaro è troppo poco per fare breccia. Ci vuole uno sforzo per dare più visibilità anche ad altro oltre il calcio.”

Gigi Mastrangelo intervista esclusiva

Ha parlato della tv, in cui ha avuto due esperienze diverse tra reality e show in prima serata. Cosa le è rimasto dentro di queste due esperienze?
“Sono esperienze che ti insegnano tanto. Ti fanno scoprire un mondo nuovo che non è quello dello sport, totalmente diverso e difficile. Per viverlo e rimanerci a lungo bisogna comportarsi in un certo modo e bisogna saper stare davanti ad un pubblico diverso, che non è quello dei palazzetti. Il mondo dello spettacolo è affascinante. I reality, nonostante la breve durata, ti danno tanto e ti permettono di fare molte conoscenze. Quando ho la possibilità, mi piace fare questo tipo di esperienze.”

Trascinatore e leader in campo ma che tipo è davvero Gigi Mastrangelo?
“Una persona normalissima, che fa una vita normale. Che fa il papà e che continua ad allenarsi. Umile, perché non mi scordo mai da dove sono partito.”

Un’ultima domanda. Ha parlato del suo ruolo di padre, è più facile fare da chioccia ad un giovane sul campo oppure gestire la relazione con i propri figli?
“In questi ultimi tempi crescere ed educare bambini non mai facile. Fare il padre è sicuramente più difficile che far crescere un giovane nel volley, Essere padre è a volte complicato e farlo nel modo migliore non è facile. Nel mondo dello sport ci sono delle regole da rispettare ed è molto più semplice.”

Mastrangelo intervista

(Foto credits: LaPresse/ Spada)

 

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