di M.B. Michela in

Lunigiana carabinieri indagati: presunti abusi e torture in caserma a cittadini stranieri


 

Lunigiana carabinieri indagati: presunti abusi e torture in caserma ai danni di cittadini stranieri. Sono 37 i militari coinvolti, inchiodati da pesanti testimonianze e intercettazioni

napoli bambino segregato in casa dalla madre

Lunigiana inchiesta carabinieri: 37 carabinieri sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati in relazione alle indagini su presunti abusi e vessazioni che sarebbero avvenuti all’interno della caserma della Lunigiana, stazione di Aulla e Licciana Nardi, ai danni di cittadini stranieri.

La maxi inchiesta condotta dalla procura di Massa Carrara, che si fonderebbe su intercettazioni telefoniche compromettenti per gli indiziati, avrebbero appurato le mostruosità commesse dai 37 carabinieri indagati della stazione di Aulla, in Lunigiana. Le indagini erano partire lo scorso giugno con delle misure restrittive a 4 carabinieri (solo uno in carcere), l’obbligo di dimora per alcuni e il trasferimento di altri, a seguito della denuncia fatta da alcuni cittadini, in particolare extracomunitari, riguardo al discutibile comportamento di diversi carabinieri.

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Coinvolto nell’inchiesta anche l’ex comandante provinciale dei carabinieri di Massa Carrara, accusato dalla procura di Massa di “favoreggiamento personale”: il colonnello avrebbe in sostanza ordinato ai comandante della compagnia di Pontremoli e di Aulla (anch’essi indagati) di non far più svolgere compiti di capopattuglia al brigadiere maggiormente indiziato in questa inchiesta, e di affiancargli un militare dal grado più alto. Una sorta di depistaggio, il suo, che ha reso inutili molte delle intercettazioni fatte dagli inquirenti con le microspie sistemate nell’abitacolo della vettura del brigadiere in questione.

Lunigiana, le gravi accuse ai 37 carabinieri indagati

Ai carabinieri indagati vengono contestate diversi tipi di vessazioni, addirittura torture, in particolare sevizie contro un giovane di origine marocchina che sarebbe stato costretto a subire atti sessuali per puro odio razziale. Le accuse a loro carico sono gravissime: calci, pugni e scariche elettriche a cittadini extracomunitari dentro e fuori dal caserma; ancora, multe “cancellate’ in cambio di prestazioni sessuali, falsificazioni per inesistenti turni di servizio notturno.

Nelle carte dell’inchiesta figurano altri due episodi gravissimi: il primo riguarda lesioni personali e contusioni multiple inferte a un extracomunitario spinto con la testa contro il citofono della caserma; ancora, colpi di manganello sulle mani appoggiate alle portiere delle auto durante i controlli; scariche elettriche prodotte da due storditori a uno spacciatore straniero affinché confessasse dove nascondesse la droga. Le accuse parlano anche di schiaffi ad un cittadino marocchino per obbligarlo ad aprire un appartamento privato chiuso a chiave e frasi intimidatorie di questo tenore: “Se parli ti stacco la testa” e “Ti spezzo le gambe”.

 

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