di Antonio Paviglianiti in ,

Maldestro Canzone Per Federica, la Nuova Proposta di Sanremo 2017: “Libri e matite per salvare i giovani di periferia” (INTERVISTA)



 

Maldestro sarà uno dei protagonisti delle Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2017 con Canzone per Federica. Intervistato da UrbanPost, il cantautore napoletano ha raccontato le sue emozioni dopo Sarà Sanremo 2017

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Maldestro. Sarà un Festival di Sanremo 2017 Maldestro. Perché? Perché uno dei favoriti alla vittoria finale è questo giovane cantautore napoletano presente tra le Nuove Proposte di Sanremo 2017. Canzone per Federica il suo brano che ha entusiasmato la giuria durante Sarà Sanremo 2017.

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Ma Maldestro, a dirla tutta, non è propriamente una nuova proposta: chi segue la discografia italiana e le sue evoluzioni questo ‘cantautore partenopeo’ lo avrà già notato negli anni passati. Dalla finale per il Premio Tenco al concerto del Primo Maggio, Maldestro si è affermato. Partendo dalla recitazione, arrivando alla musica. Per fuggire e sfuggire agli ambienti difficili del suo luogo nativo. Libri e Matite valgono più delle sentinelle. Lo ha detto Maldestro in questa piacevole intervista a un mese dal Festival di Sanremo 2017.

 —> LE NUOVE PROPOSTE DI SANREMO 2017

Ciao Maldestro. Ci facciamo un selfie per festeggiare l’approdo al Festival di Sanremo 2017? Battute a parte, ciliegina sulla torta di un 2016 vissuto al massimo?
“Allora sorridi… È un bel traguardo, dopo tre anni di attività, arrivare al punto massimo mi riempie di gioia. Ma è da qui che bisogna continuare a costruire, testa alta, piedi sulla strada e lavoro intenso.”

Le sensazioni provate durante le selezioni per approdare al Festival di Sanremo? Ci racconti Canzone per Federica?
Un gioco, ho vissuto tutto come un meraviglioso gioco. A parte l’approdo a Sanremo, quello che resta sono le persone, gli amici trovati, le risate, le notti intense, la speranza negli occhi. Canzone per Federica credo sia un inno alla vita. Non arrendersi mai, non darla vinta a chi vuole negarci il futuro.”

—> I 22 BIG DEL FESTIVAL DI SANREMO 2017

Maldestro… di nome e di fatto? Perché questo nome d’arte?
Perché lo sono realmente. Inciampo, rompo cose, a volte anche altro. Sono qui, ma in diversi posti con la testa e questo inevitabilmente non mi fa vedere i pali, gli ostacoli. E…Tonf.”

Se guardi la tua bacheca a casa sai che troverai serie di Premi, tra cui anche la partecipazione alla finale del Premio Tenco? E, perché no, anche la partecipazione al Concertone del Primo Maggio? Detto tra noi… non ti sei sentito a disagio tra la sfilza di nomi ex talent-show?
“No, nessun disagio. Io ho scelto un‘altra strada, non so quale sia la migliore, ma ho scelto quella che mi rappresenta. Sono orgoglioso di essere arrivato all’Ariston dopo aver suonato nelle meravigliose cantine che popolano l’Italia. Detto tra noi… Io so cosa vuol dire non sentire nelle spie e continuare a cantare. Ma la musica è un gioco, e probabilmente il talent e l’underground hanno ragione di esistere entrambi.”

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—> LE INTERVISTE DI URBANPOST

Dai, però un occhio lo hai mai strizzato a un talent-show? Oppure non rientra nei tuoi piani futuri?
Si, era un talent di cucina, ma ho capito che preferisco mangiare e non cucinare.”

Per noi sei tra i favoriti per la vittoria finale delle Nuove Proposte insieme a Tommaso Pini. Fai tutti gli scongiuri del caso, ma cosa ti aspetti dall’esperienza del Festival di Sanremo?
“Mi aspetto di emozionarmi e di emozionare. Mi aspetto troppo? Mi aspetto di ridere e conoscere nuove persone che possano arricchire la mia vita. Mi aspetto la bellezza e del vino di cantina. E aspetterò anche Tommaso Pini, perché gli voglio bene.”

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Ok, basta scherzi: parliamo di cose molto meno frivole. Come il nuovo album, quando sarà disponibile?
Dopo il festival.”

Cosa troveremo di diverso rispetto il tuo primo disco, Non Trovo Le Parole, del 2015?
Sarà un disco diverso, musicalmente intendo. In questi anni ho sbirciato un po’ più in là, restando affascinato da molte cose. Ma tutto girerà sempre intorno alle storie e alle parole.”

Maldestro, sei anche ‘famoso’ per esserti esposto da sempre, in prima linea, contro la criminalità organizzata: quanto è difficile nascere in territori complessi ed evitare di restarne ‘contaminati’?
È difficile quando lo Stato manca, quando a un bambino di periferia non danno gli stessi strumenti di un bambino nato nei quartieri alti. Ma in certi posti, la speranza è più forte dello sconforto. Non mettete le sentinelle a vegliare i quartieri, portate libri e matite.”

L’arte, in tal senso, quanto ti è stata d’aiuto?
Molto, è stata la via di fuga, l’irrefrenabile voglia di guardare lontano. Ma la mia terra è dentro di me, come una mamma, come il sangue.”

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