di Stephanie Barone in ,

Mangiatori emotivi: 5 categorie per capire perché mangiamo anche se non abbiamo fame


 

Che tipo di “mangiatore” sei? Cosa ti influenza nelle tue scelte alimentari? Ecco dalla nutrizionista Hala El-Shafie le cinque categorie di “mangiatori emotivi” che ci spiegano i motivi per cui spesso mangiamo anche se non abbiamo fame.

mangiatori emotivi, categorie mangiatori emotivi, che tipo di mangiatore sei,

Non sempre mangiamo perché abbiamo realmente fame, anzi quasi mai. Solitamente abbiamo dei motivi “emotivi” che ci spingono a mangiare in un determinato momento. A raccontarlo è la nutrizionista Hala El-Shafie al Daily Mail, che ha cercato di incanalare i cosiddetti “mangiatori emotivi” in cinque categorie ben delineate: ognuna di esse infatti spiega quando le persone sono spinte a mangiare e perché, anche se non hanno fame. Esse sono gli “stress eaters”, gli “sleep-deprived”, gli “reward eaters”, i “perfectionist” e da ultimi gli “influenced by their surroundings”.

La nutrizionista inglese ha infatti spiegato che “le persone non mangiano semplicemente per nutrire il loro corpo e scacciare la fame […] La nostra relazione con il cibo è così complessa che è una delle ‘dipendenze’ più difficili da gestire, sia che si tratti di mangiare poco, di fare diete yoyo, di binge eating o di alimentazione emotiva”. Vediamo quindi insieme di capire meglio quali sono le cinque categorie dei “mangiatori emotivi” per scoprire in quali di essa vi riconoscete.

=> Incapaci di resistere ai cibi grassi? Scoprite perché!

La prima categoria spiegata dalla nutrizionista inglese sono gli “stress eaters”, ovvero coloro che mangiano quando sono sottoposti a forte stress; quando questa categoria di persone è troppo afflitta dall’ansia della vita quotidiana si sfoga sul cibo per via di un ormone che viene rilasciato in questi momenti, il cortisolo. Per questo motivo non riescono a resistere a cibi dolci e salati, spesso poco salutari. Ciò che è fondamentale per capire se si appartiene a questa categoria è tenere una piccola agenda in cui ci si appunta i momenti di forte stress e quindi se si tende a mangiare anche se non si ha fame.

La seconda categoria presa in esame sono gli “sleep-deprived eaters”, ovvero coloro che si affidano alla caffeina e agli zuccheri per rimanere attivi oltre il dovuto e che in questo modo compromettono un buon riposo. Essi finiscono in un circolo vizioso che altera il normale ciclo tra attività giornaliera e il sonno necessario.

=> Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook!

La terza categoria di “mangiatori emotivi” presa in considerazione in questa analisi sono i “perfectionist eaters”, estremamente rigidi delle loro scelte alimentari; solitamente cadono o in diete eccessivamente restrittive oppure nell’abbuffata senza regole e ciò spesso causa loro problemi di peso o carenze nutrizionali. Ci sono poi secondo l’esperta i “reward esters”, ovvero coloro che si premiano con il cibo. Si tratta spesso di una prassi che hanno imparato durante l’infanzia, quando i genitori tendevano a premiarli con il dolce solo se finivano tutte le verdure. E’ fondamentale in questo caso smettere di pensare al cibo come ad un premio.

Chiudono infine gli “influenced eaters”, ovvero coloro che si lasciano trascinare dai gusti degli altri e che spesso cadono nell’eccesso seguendo quello che fanno le altre persone. Se a casa da soli hanno rigide norme sulla propria dieta, quando mangiano insieme agli altri non riescono a dire di no: è fondamentale imparare a dire “no, grazie”.

© Tutti i diritti riservati. Vietata ogni forma di riproduzione

Metti mi piace a UrbanDonna

Leggi anche

Commenta via Facebook