di Antonio Paviglianiti in

Manovra 2018, Rottamazione cartelle – bis e fatture elettroniche tra privati: cosa cambia


 

Manovra 2018, in attesa del sì da Bruxelles per la correzione dei conti soft chiesta dal ministro Pier Carlo Padoan (0,3 punti di Pil) i tecnici di Palazzo Chigi si mettono a lavoro: all’orizzonte l’introduzione della Rottamazione Cartelle – Bis e delle Fatture Elettroniche tra Privati

Rottamazione Cartelle - Bis

La Manovra 2018 inizia a prendere forma. In attesa del sì da Bruxelles per la correzione dei conti soft chiesta dal ministro Pier Carlo Padoan (0,3 punti di Pil), che libererebbe uno spazio di 8-9 miliardi, e per l’aggiornamento del Def con cui saranno riviste al rialzo le stime di aprile del Pil, a Palazzo Chigi i tecnici sono al lavoro per stilare la Manovra 2018. Tra le novità più importanti, come riporta il quotidiano esperto di Finanza e Business, Il Sole 24 Ore, l’inserimento della Rottamazione Cartelle – Bis e delle Fatture Elettroniche tra privati. Ma cosa sono questi cambiamenti e come funzionerebbero? Andiamo a vedere nel dettaglio alcune novità.

Rottamazione Cartelle – Bis: cosa sono e come funzionano

Il Fisco, con la Manovra 2018, vorrebbe ripartire dal  piano di rottamazione di cartelle esattoriali e multe: dopo il boom registrato nel precedente anno fiscale, al fine di ottenere un recupero di ulteriori soldi, i tecnici a Palazzo Chigi starebbero pensando all’attuazione di un piano delle cosiddette Rottamazione Cartelle – Bis. Questa misura, secondo le ultime notizie fornite da Il Sole 24 Ore, non è ancora certa e la sua attuazione dipenderà, anche in questo caso, dalle risorse economiche disponibili.

Cosa succederebbe se venisse attuata la Rottamazione Cartelle – Bis? Se questa misura venisse attuata, secondo le stime,  dovrebbe interessare circa 400mila contribuenti rimasti esclusi dall’attuazione del piano precedente a causa di errori formali o rate non pagate prevista dall’ultima manovra. Al momento, la rottamazione delle cartelle esattoriali è riuscita a portare nelle casse dello Stato 1,8 miliardi e si stima di arrivare fino a 7,2 miliardi euro entro la fine del 2018. E si tratta di risorse economiche che potrebbero rivelarsi decisamente importanti ai fini dell’attuazione di ulteriori misure di rilancio dell’economia.

Perché attuare una Rottamazione Cartelle – Bis? Come spiega Il Sole 24 Ore: “[…] Ma secondo diversi tecnici se il reperimento delle risorse necessarie per la manovra dovesse continuare a rivelarsi ostico, la definizione agevolata bis sarebbe quasi obbligata.”

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Fatture elettroniche tra Privati: come funziona e cosa cambia

Nella Manovra 2018 che nei prossimi mesi verrà sviluppata dai tecnici del Mef si registra anche un’altra misura: la Fattura elettronica tra privati. Questa misura, come già annunciato dal premier Gentiloni mesi fa, pur se impopolare, potrebbe rientrare nella manovra finanziaria 2018 e, stando alle ultime notizie, sarebbe l’estensione della fatturazione elettronica per tutti, anche tra privati.

Al momento attuale, infatti, la fattura elettronica è in vigore solo per i fornitori della Pubblica amministrazione, misura dalla quale si potrebbero recuperare 2 miliardi di euro nell’immediato per arrivare – stando ai dati forniti da Il Sole 24 Ore – a ben 41 miliardi di euro. Sarebbero fondi utili all’esecutivo per attuare quei provvedimenti necessari per permettere all’economia interna di tornare a salire progressivamente e costantemente.

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Manovra 2018, le nuove misure

Infine, come riporta in calce Il Sole 24 Ore, la Manovra 2018 dovrebbe portare una serie di novità: “Dovrebbero essere destinati non meno di due miliardi al taglio del cuneo per i giovani e tra gli 1,5 e i 2 miliardi al versante investimenti-attività produttive (bonus fiscale per le spese di formazione legate alla digitalizzazione dei sistemi produttivi e proroga dell’iperammortamento al 250% e del super-ammortamento). Dagli 1,2 agli 1,6 miliardi saranno assorbiti dal rinnovo dei contratti pubblici. Un altro miliardo (se non 2) sarà poi necessario per le cosiddette spese indifferibili e circa 2 miliardi serviranno per rafforzare il fondo per la lotta alla povertà e per gli interventi sulle pensioni (bonus contributivo per l’accesso delle donne all’Ape social e incentivi alla Rita).”

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