di M.B. Michela in ,

Marco Vannini Ciontoli processo: ricostruite in aula le sue atroci sofferenze, ecco come e perché è morto


 

Marco Vannini Ciontoli processo: ricostruite in aula le sue atroci sofferenze, ecco come e perché è morto. Lo scontro tra i periti delle parti

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Morte Marco Vannini ultime notizie processo: ieri in aula la parola ai periti. Il consulente del PM, dottor Gaudio, alla luce dei casi studiati di persone recatesi in ospedale con segni vitali come quelli del 20enne deceduto a Ladispoli, ha sostenuto che nel 100% dei casi analizzati i pazienti si sono salvati. Secondo la sua tesi dunque, senza i depistaggi, ritardi e omissioni della famiglia Ciontoli, se soccorso tempestivamente Marco Vannini si sarebbe salvato con certezza.

Il 20enne è stato colpito alla spalla da un colpo di arma da fuoco esploso a distanza ravvicinata (circa 25 cm, è emerso ieri in aula), dall’alto verso il basso. Marco è morto per uno shock emorragico, lo ha ribadito il dottor Cipolloni, altro perito del pm. Il proiettile che colpì il ragazzo alla spalla avrebbe infatti creato una lesione che non ha  compromesso le funzioni cardiache del giovane. Dal ferimento all’arrivo al PIT il povero Marco avrebbe perso circa un litro e mezzo di sangue, accumulatosi soprattutto internamente: le volute errate informazioni fornite ai medici dai Ciontoli durante questo lasso di tempo (dissero che il ragazzo si era fatto un ‘buchino’ alla spalla con un pettine appuntito) hanno inevitabilmente compromesso la situazione, ritardando il lavoro dei medici che inizialmente non riconobbero la natura della sua ferita.

Diametralmente opposta la posizione dei periti della difesa degli imputati. Per questo la Corte si è riservata di decidere se fare una superperizia medica, visti i contrasti tra i medici legali, e trovare una ‘sintesi’ che appiani le divergenze delle due tesi antitetiche.

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