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Marco Vannini news movente: perché è stato ucciso? Spunta un messaggio inedito della fidanzata

Omicidio Marco Vannini ultime notizie: a Quarto Grado nella puntata andata in onda venerdì 18 maggio si è tornati a parlare della tragica morte del 20enne di Cerveteri, avvenuta a casa della fidanzata Martina Ciontoli la notte a cavallo tra il 17-18 maggio 2015. Marco fu colpito da un proiettile ad una spalla, sparo di cui si è autoaccusato il padre della ragazza, Antonio Ciontoli. Ebbene, come tutti sappiamo, né l’indagine della magistratura né il processo di primo grado appena conclusosi, hanno mai acclarato il movente di questo omicidio. La reticenza di Viola Giorgini e di tutta la famiglia Ciontoli, infatti, non hanno permesso di ricostruire i fatti accaduti nella villetta di Ladispoli dove si è consumato il dramma. Cosa sia accaduto in quella casa prima che partisse il colpo di pistola ad oggi è ancora un mistero, così come non si è avuta certezza di chi, realmente, abbia impugnato la Beretta che ha ferito il povero Marco Vannini.

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Marco Vannini movente delitto: spunta un messaggio inedito della fidanzata

Del possibile movente si è parlato ieri a Quarto Grado, nello specifico si è detto che forse una possibile lite tra Marco e la fidanzata Martina Ciontoli è stata la causa scatenante dei fatti. Che la coppia di fidanzati non stesse attraversando un bel periodo all’epoca dei fatti era stato ipotizzato dalla magistratura, senza tuttavia che di ciò vi fosse prova oggettiva. Ebbene, ora quella prova c’è: la trasmissione ha mostrato infatti un messaggio che Martina Ciontoli il 30 aprile 2015 (17 giorni prima del delitto) inviò a Valerio Vannini, padre di Marco. La ragazza nel testo invita il papà del fidanzato – che non le parla da quattro giorni – a dargli un ultimatum da parte sua, che non è disposta a tollerare un giorno di più quel trattamento da parte del ragazzo. Cosa era accaduto di così grave tra i due? Litigavano spesso in quei giorni, e poche settimane prima che Marco morisse si erano anche lasciati. Perché? E’ quello il motivo della presunta lite avvenuta tra loro la sera in cui fu esploso quello sparo mortale? Ecco il messaggio in questione:

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Famiglia Ciontoli contro sentenza: “Non ci fermiamo, vogliamo giustizia”

Certo è che la famiglia di Marco Vannini non si arrende. E’ più che mai determinata ad avere la verità: giovedì scorso a Cerveteri e in tante piazze d’Italia si è manifestato contro la sentenza di condanna a carico dei Ciontoli e conto l’assoluzione di Viola Giorgini. Mamma Marina è devastata dal dolore per la decisione “ingiusta” della Corte d’assise di Roma di non confermare le richieste di condanna formulate in aula dalla pubblica accusa nei riguardi degli imputati: 21 anni al capofamiglia Antonio Ciontoli, che dello sparo “accidentale” si è sempre assunto la paternità, 14 anni alla moglie Maria Pezzillo che mentì al telefono all’operatore del 118, 14 anni ai figli Martina (fidanzata della vittima) e Federico, e una pena più lieve, di 2 anni di reclusione, per la fidanzata di quest’ultimo, Viola Giorgini, presente sulla scena del crimine quando partì il colpo di pistola. Come sappiamo infatti le pene inflitte sono state ben più blande: assolta Viola Giorgini, la Corte ha condannato a soli 3 anni la moglie e i figli di Antonio Ciontoli, derubricando il reato ad omicidio colposo. Lui, il principale accusato, è stato invece condannato a soli 14 anni, per omicidio volontario. Gli sono state infatti riconosciute le attenuanti generiche nonostante il suo comportamento e quello de familiari dopo il delitto non sia stato di certo collaborativo durante le indagini e il processo.

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