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Marco Vannini si poteva salvare? La verità a giorni con la super perizia, quale condanna rischiano i Ciontoli

Morte Marco Vannini ultime notizie a Quarto Grado: il processo a carico della famiglia Ciontoli e Viola Giorgini è giunto agli sgoccioli. Tra una settimana, entro il 12 novembre prossimo, è atteso il deposito della super perizia disposta dal giudice atta a stabilire se il 19enne di Cerveteri si sarebbe potuto salvare, qualora fosse stato soccorso in tempo.

Marco Vannini fu ferito al braccio da un colpo di arma da fuoco esploso da una pistola che Antonio Ciontoli, padre della fidanzata Martina, impugnava. Secondo la ricostruzione processuale erano le 23:15 del 17 maggio 2015 quando il colpo d’arma da fuoco ferì il povero Marco. La prima telefonata al 118 da casa Ciontoli partì alle 23:40, poi la seconda alle ore 24:08. Si perse tempo prezioso, i Ciontoli mentirono all’operatrice telefonica, parlando sempre di una ferita provocata da un pettine appuntito che aveva mandato il giovane nel panico. Non parlarono mai di un colpo di arma da fuoco. Per questo sull’ambulanza che arrivò a dare i soccorsi (in grave ritardo) nell’abitazione dei Ciontoli a Ladispoli, non c’era un medico. Si intervenne per un codice verde, Antonio Ciontoli mentì sapendo il rischio corso (il decesso di Marco), mettendo in cima alle sue priorità la salvaguardia del suo nome, della sua onorabilità, ma soprattutto della sua carriera militare.

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Antonio Ciontoli, la moglie Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina, devono ora rispondere dell’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale. Rischiano una condanna da 21 a 24 anni di carcere e, vista la loro condotta processuale non certo collaborativa e fatta di molteplici contraddizioni, omissioni e reticenze, tutto fa ipotizzare una “mano pesante” dei giudici, che probabilmente non concederanno attenuanti agli imputati. Viola Giorgini, fidanzata di Federico Ciontoli, è invece accusata di omissione di soccorso e rischia una condanna più lieve, fino a 2 anni di reclusione e una multa di 5mila euro.

Se l’atteso esito della super perizia disposta dal giudice della Corte d’Assise di Roma dove si sta svolgendo il processo, dovesse stabilire che se anche soccorso con immediatezza, subito dopo lo sparo, Marco Vannini sarebbe morto comunque (questa è la tesi della difesa dei Ciontoli), il capo di imputazione per la famiglia Ciontoli si alleggerirebbe considerevolmente.

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