di Michela Becciu in

Maria Chindamo news, lettera anonima al parroco: la svolta nel caso è vicina?


 

Maria Chindamo news, lettera anonima al parroco: la svolta nel caso è vicina? Gli ultimi aggiornamenti sull’inchiesta relativa alla scomparsa della imprenditrice agricola calabrese

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Maria Chindamo: lettera anonima al parroco del paese

Scomparsa Maria Chindamo, la soluzione del giallo potrebbe essere contenuta in una lettera anonima. A darne notizia Roberta Bruzzone sulle pagine del settimanale Giallo: una lettera anonima sarebbe stata recapitata al parroco della comunità S. Marina Vergine di Polistena “sembra infatti gettare luce sullo sconcertante scenario in cui è maturata questa sparizione. Una scomparsa che, ormai, a mio avviso, ha assunto tutte le caratteristiche di un omicidio con distruzione di cadavere”.

Si è appreso che Don Pino De Masi – questo il nome del religioso –  riterrebbe la missiva molto attendibile. La Procura di Vibo la sta esaminando e in queste settimane sta anche passando in rassegna i tabulati telefonici e gli impianti di videosorveglianza.

Maria Chindamo: ancora nessun indagato a quasi un anno dalla scomparsa, il punto sulle indagini

Scomparsa Maria Chindamo: per la Bruzzone il suo corpo è stato distrutto

Dell’imprenditrice agricola 44enne di Laureana di Borrello (Reggio Calabria) si sono perse le tracce il 6 maggio 2016 e ad oggi non si ha idea di dove possa trovarsi il suo cadavere, giacché la procura indaga per omicidio. La lettera anonima di cui parla la criminologa Bruzzone sarebbe stata recapitata a un sacerdote e consegnata ai carabinieri impegnati nelle indagini: nella missiva sarebbero contenute indicazioni precise in merito alla sorte toccata alla donna aggredita e fatta sparire davanti a Limbadi, davanti all’ingresso della sua azienda.

La lettera era contenuta in una busta, e qualcuno l’ha infilata nella cassetta delle lettere della parrocchia. Il parroco intervistato da Chi l’ha visto? ha confermato che le poche righe su un foglio bianco fornirebbero indicazioni “super attendibili”. Le cose stanno davvero così? Se ciò fosse appurato nei prossimi giorni gli inquirenti potrebbero avere finalmente la prima concreta pista investigativa da battere.

L’inchiesta ad oggi non vede ancora indagati. La Bruzzone si dice convinta che un buon punto di partenza per le indagini sia la solo apparente coincidenza del sequestro della donna proprio in concomitanza del primo anniversario della morte del marito, che il 6 maggio 2015 si suicidò perché incapace di accettare la fine del loro matrimonio. E’ nella presunta connessione tra le due vicende che si nasconde la soluzione di questo intricato giallo?

L’appello del fratello di Maria Chindamo: “Chi sa parli”

Possibile che nessuno abbia udito o visto qualcosa di sospetto? Questo è l’interrogativo che si pongono i figli, il fratello Vincenzo e i parenti tutti della imprenditrice scomparsa nel nulla. Maria Chindamo ha infatti subito una aggressione fuori dalla sua auto. C’erano capelli e tracce del suo sangue sulla vettura, il che fa ipotizzare che la vittima abbia reagito al suo (o più d’uno) aguzzino. Risulta dunque inverosimile che la presunta colluttazione sia avvenuta in silenzio.

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Qualcuno ha visto o udito qualcosa quella mattina? Vincenzo Chindamo non si arrende e non perde occasione, quando la televisione dà spazio al caso, di lanciare degli appelli ai telespettatori: “Chiedo giustizia per mia sorella Maria, chi sa parli”.

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