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Mario Bozzoli il caso non è chiuso: procura generale Brescia avoca inchiesta

Caso Mario Bozzoli ultime notizie: la procura generale di Brescia ha avocato l’inchiesta con un provvedimento firmato nelle scorse ore. Da questo momento in poi, in sostanza, tutti gli sviluppi dell’indagine saranno gestiti dalla Procura Generale. E’ infatti ancora irrisolto il giallo della misteriosa scomparsa dell’imprenditore 50enne Mario Bozzoli, sparito nel nulla la sera dell’8 ottobre 2015 mentre finiva il suo turno di lavoro nella fonderia Bozzoli di Marcheno, gestita con il fratello Adelio e i figli di quest’ultimo, nonché suoi nipoti, Alex e Giacomo Bozzoli. Ad esso va ad aggiungersi il presunto suicidio di un altro operaio presente in ditta al momento della scomparsa di Bozzoli, Giuseppe Ghirardini, trovato cadavere il 13 ottobre, a oltre 100 km da Marcheno, e resosi irreperibile poche ore prima che gli investigatori lo interrogassero.

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I termini dell’inchiesta sono scaduti nello scorso gennaio, dopo che nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario e distruzione di cadavere erano stati iscritti i nipoti della vittima Alex e Giacomo Bozzoli e i due operai della fonderia dove sarebbe avvenuto il delitto, Oscar Maggi e il senegalese Abu. Indagati a piede libero; i quattro si sono sempre dichiarati estranei ai fatti.

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imprenditore scomparso a brescia

Nelle prossime ore il procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso avocherà a sé anche l’inchiesta sulla morte di Giuseppe Ghirardini – poiché le due vicende sono strettamente connesse e viaggiano su due binari investigativi complementari – ovvero l’operaio della fonderia Bozzoli che scomparve sei giorni dopo il suo datore di lavoro e venne trovato senza vita a Case di Viso, in Vallecamonica. La sua famiglia non ha mai creduto al suicidio e sostiene che qualcuno lo abbia costretto ad ingerire la capsula di cianuro che lo uccise, per metterlo a tacere in quanto “testimone scomodo” che potrebbe aver visto chi ha fatto del male a Mario Bozzoli. Gli inquirenti ipotizzano infatti che il 50enne sia stato stordito e gettato in uno dei forni della fonderia, proprio quello al quale stava lavorando proprio Ghirardini.

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