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Mario Bozzoli news inchiesta bis: chi è la donna che sarà sentita in incidente probatorio

Caso Mario Bozzoli inchiesta bis: la testimone che dovrà essere sentita dai magistrati in incidente probatorio in merito alle nuove indagini sul giallo di Marcheno, dopo che la Procura generale ha avocato l’inchiesta, è una ragazza che anni fa avrebbe avuto una relazione – poi finita nel 2011 – con Giacomo Bozzoli, iscritto nel registro degli indagati per concorso in omicidio dello zio e la distruzione del suo cadavere, insieme al fratello Alessandro e a due operai della fonderia Bozzoli (presenti in fabbrica la sera dell’8 ottobre 2015, quando l’imprenditore 50enne sparì misteriosamente) Oscar Maggi e il senegalese Aboagye (Abu) Akwasi. Si ipotizza infatti che la donna possa essere a conoscenza di presunti intenti omicidiari del nipote di Mario Bozzoli. L’audizione è slittata per un cavillo burocratico e avrà luogo tra una decina di giorni.

Nel frattempo la nuova inchiesta va avanti su più binari investigativi: analisi dei conti correnti bancari della azienda e il riesame di tutti i risultati degli accertamenti tecnici svolti dai Ris. Lente di ingrandimento puntata sugli accertamenti societari, fiscali e bancari dei Bozzoli, con particolare riferimento alla fabbrica alla quale all’epoca dei fatti stavano mettendo in piedi i due fratelli Alex e Giacomo Bozzoli, a Bedizzole, insieme al padre Adelio, nonché fratello dell’imprenditore scomparso. Anche se potrebbe non avere nulla a che fare con la sua morte. L’esistenza di questa attività parallela, infatti, fu causa di frequenti dissapori tra Mario Bozzoli e i nipoti suoi soci, sospettati di portar via furtivamente del materiale dalla fonderia di Marcheno per portarlo nella nuova azienda.

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Giacomo Bozzoli:

Un mese il tempo a disposizione per capire se qualcosa di importante in questi anni di indagini è sfuggito all’occhio degli inquirenti. Si indagherà anche sul secondo giallo concatenato al primo: la sparizione e misteriosa morte di Beppe Ghirardini, l’operaio della Bozzoli che si trovava proprio in fonderia, addetto al forno in cui secondo la procura sarebbe stato gettato l’imprenditore, la sera in cui Mario Bozzoli sparì. L’operaio fece perdere le sue tracce poche ore prima di essere sentito dai magistrati come persona informata dei fatti, e fu trovato cadavere – morto avvelenato per aver ingerito una capsula di cianuro – a Case di Viso in Vallecamonica. La Procura indaga per induzione al suicidio, la famiglia Ghirardini si dice invece convinta che l’uomo sia stato ucciso. Forse testimone scomodo di qualcosa che mai avrebbe dovuto riferire ai magistrati.

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