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Mario Bozzoli news: trovate tracce del suo sangue, il cerchio si stringe

Scomparsa Mario Bozzoli news: nuovi tasselli del puzzle vanno al loro posto; la Procura generale di Brescia, pezzo dopo pezzo, seguendo le ‘tracce’ che ha lasciato il denaro gestito dalla Fonderia Bozzoli di Marcheno e dalla fabbrica ‘gemella’ di Bedizzole, di cui sono proprietari il fratello della vittima, Adelio Bozzoli, e i suoi due figli Alex e Giacomo (indagati per l’omicidio insieme agli operai Oscar Maggi e il senegalese Aboagye «Abu» Akwasi), sta ricstruendo il movente del delitto che – ormai par essere fuor di dubbio – è di natura economica. I presunti assassini stavano all’epoca dei fatti avviando la nuova attività e per farla crescere utilizzavano il denaro della Bozzoli di Marcheno, ovviamente all’insaputa del loro consocio, Mario Bozzoli. L’uomo pochi giorni prima aveva scoperto le loro manfrine e si adirò molto: il ritrovamento di una fattura da oltre 44mila euro intestata alla Bozzoli di Marcheno per finanziare lavori nella ditta dei nipoti e che anche lui quindi, a sua insaputa, stava pagando. Il giorno in cui è scomparso – la sera dell’8 ottobre – doveva affrontare i suoi parenti e soci e chiedere spiegazioni. In quel frangente, ipotizzano gli inquirenti, sarebbe stato ucciso.

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Mario Bozzoli: il nipote Giacomo è artefice di tutto?

Giacomo Bozzoli odiava lo zio Mario, l’inchiesta lo ha appurato. Diverse le testimonianze che lo indicano come una persona violenta e diabolica. Non solo dunque l’ex fidanzata Jessica (sentita nelle scorse settimane in incidente probatorio), ma anche altre persone che hanno avuto contatti con lui lo confermano. Sarebbe addirittura arrivato ad offrire più di 200mila euro ad un ex dipendente della fonderia perché desse “una lezione” al povero Mario. E ieri a Chi l’ha visto? si è parlato di una donna che con Giacomo ebbe dei rapporti professionali. Il suo racconto è a dir poco inquietante: il suo un fare sospetto, ambiguo, che celava stranezze. “Era ossessionato dalle intercettazioni ambientali” e, dopo aver preso accordi con lui per la fornitura di ferro, non le rispettava. Alle richiesta di spiegazioni da parte della donna, però, Giacomo l’avrebbe più volte minacciata: “Mi diceva che mi avrebbe fatto a pezzi …”.

Non solo, le indiscrezioni sul caso si susseguono in queste ore. La fidanzata di un amico di Giacomo avrebbe raccontato agli inquirenti di avere sentito una conversazione in cui al nipote indagato di Bozzoli veniva chiesto se e quando avrebbe ammazzato lo “scomodo” e a lui inviso parente.

Sangue di Mario Bozzoli sui jeans che non indossò la sera della scomparsa

Sempre a Chi l’ha visto? nella diretta di ieri, 9 maggio, un altro dettaglio importantissimo. Sui jeans che Mario Bozzoli la sera in cui è scomparso avrebbe dovuto indossare dopo la doccia per raggiungere la moglie a cena, sono state trovate tracce del suo sangue, proprio su una tasca. Poiché l’imprenditore non li indossò, gli inquirenti ipotizzano che il suo (o i suoi) assassini dopo averlo ucciso, ancora sporchi del suo sangue, abbiano frugato nella tasca dei suoi pantaloni. In cerca di cosa? Probabilmente degli appunti che Mario Bozzoli prendeva ogni giorno, per annotare le entrate e le uscite dei camion dalla fonderia ed altre questioni lavorative. Oppure l’omicida cercava la succitata ‘fattura della discordia’ per cancellare le tracce della truffa che il povero Mario Bozzoli aveva scoperto essere stata messa in atto alle sue spalle? Quella sera (l’omicidio avvenne subito dopo le 19:15) l’unica telecamera in fonderia funzionante e non manomessa, riprende l’auto di Giacomo Bozzoli uscire dall’azienda poco dopo le 19.30 e farvi ritorno 18 minuti dopo. Il ragazzo ha sempre sostenuto di essere rientrato per fare cambiare la produzione di quella notte, ma chi indaga non gli crede e considera il suo racconto un alibi. Dentro quell’auto, infatti, potrebbe esserci stato il cadavere di Mario che, come hanno sottolineato anche i periti, non è finito nel forno come invece si era ipotizzato inizialmente.

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