di Valeria Panzeri in ,

Michael Moore nuovo film contro Trump, “Fahrenheit 11/9”: “Un narcisista che non arriverà a fine mandato”


 

Michael Moore annuncia la sua bordata contro Donald Trump: un docufilm che riprende la data ufficiale del suo insediamento “Fahrenheit 11/9” e strizza l’occhio al suo precedente successo

Un titolo che strizza l’occhio al suo primo successo di critica e botteghino, così il regista Michael Moore intende ingaggiare ufficialmente la sua battaglia contro Donald Trump. ‘Fahrenheit 11/9’ così si chiama il nuovo documentario del regista che ha ripreso la data ufficiale dell’insediamento del magnate alla Casa Bianca; coincidenza vuole che, invertendo le cifre, si abbia il titolo del suo successo maggiore: ‘Fahrenheit 9/11″ documentario del 2004,  che indagava le responsabilità politiche statunitensi dietro gli attentati del World Trade Center e che gli valse la Palma D’Oro a Cannes. Moore si autocita e promette scintille, così annuncia ufficialmente a Variety.

Non importa cosa gli sia stato scagliato contro, non ha funzionato. Non importa cosa viene rivelato perché resta in piedi. I fatti, la realtà e i cervelli non possono sconfiggerlo. Anche quando si ferisce da solo, la mattina seguente va avanti e twitta. Ma tutto ciò avrà fine con questo film“. Moore aveva predetto la vittoria di Trump così come ha dichiarato di essere convinto che il Tycoon non arriverà a fine mandato. Il regista si dice convinto che la sua ultima fatica potrebbe far cadere il Presidente.  “Un narcisista del genere, uno che non concepisce altro che se stesso, magari anche non intenzionalmente, ma violerà la legge” aveva recentemente dichiarato Moore, probabilmente sulla scia dell’allarme lanciato da alcuni psichiatri operanti presso università come Harvard e Yale che mettevano in guardia circa il fatto che Trump, secondo la loro analisi, fosse un narcisista perverso. Proprio presso l’Università di Yale è stato organizzato un convegno aperto coadiuvato dal dottor Bandy Lee atto a denunciare la pericolosità della situazione stando al parere di svariati ricercatori e psichiatri. Elemento che non è sfuggito a Moore che, non a caso, si riferisce al magnate appellandolo proprio con il medesimo termine cercando di suggerirne la pura accezione clinica.

L’annuncio della pellicola in arrivo è stato dato proprio a Cannes, Festival che premiando Moore nel 2004 fece da volano alla sua carriera, dalla Weinstein Company (Twc) che se ne è assicurata i diritti mondiali. Per ora si sa che il progetto è stato realizzato con la massima segretezza e che il team di lavoro è il medesimo che ha affiancato il regista e sceneggiatore per “Fahrenheit 9/11”. La sfida è lanciata, Moore – magari esagerando per pura strategia di marketing – si dice convinto di essere colui che metterà il Presidente meno amato della storia degli Usa al tappeto. Si attendono repliche dalla Casa Bianca, solitamente Trump ama raccogliere le provocazioni e rispondere con tweet bellicosi.

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