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Michele Buoninconti Cassazione, intrusi in casa sua prima della sentenza: il giallo del ‘tesoretto’

Omicidio Elena Ceste: ladri a casa di Michele Buoninconti a Costigliole D’Asti. Poche ore prima che il 218 maggio scorso il vigile del fuoco venisse condannato anche in Cassazione a 30 anni di carcere per il delitto della moglie 37enne nonché madre dei suoi 4 figli, avvenuto il 24 gennaio 2014, sconosciuti si sono introdotti nella casa in cui la famiglia abitava prima che avvenisse il delitto e l’uomo venisse tradotto in carcere.

Michele Buoninconti: qualcuno si è introdotto a casa sua prima della sentenza della Cassazione

Un’intrusione misteriosa quella avvenuta nella proprietà Ceste-Buoninconti sita in frazione Motta di Costigliole. Ignoti, secondo un rapporto dei carabinieri, sarebbero entrati nella notte nella casa mettendo a soqquadro soprattutto la camera da letto, il luogo dove secondo la Procura la povera Elena Ceste è stata strangolata dal marito. I malviventi, tuttavia, non avrebbero portato via niente dalla casa, in quanto all’interno – poiché disabitata da tre anni – da tempo non ci sarebbero più oggetti di valore. Ma allora cosa cercavano gli intrusi? Si tratta di un misterioso episodio di cui hanno dato notizia diverse testate locali, le quali hanno altresì parlato di un fantomatico tesoretto che forse Michele Buoninconti ha nascosto in un luogo segreto e che gli intrusi avrebbero cercato. Ignoti hanno infatti aperto cassetti e cercato qualcosa in camera da letto, in particolare negli armadi, ritrovati aperti. Nella stanza abiti lasciati a terra e scatole aperte. Desta particolari sospetti il fatto che l’episodio si sia verificato proprio poco prima della sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna in primo grado e appello a 30 anni di carcere a carico di Buoninconti per l’omicidio e l’occultamento del cadavere della moglie Elena Ceste.

Morte Elena Ceste news Michele Buoninconti: Cassazione conferma condanna a 30 anni di carcere

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Intrusi a casa di Elena Ceste: il mistero del ‘tesoretto’

La pista del presunto tesoretto al momento non è accreditata, si tratta infatti solo di una indiscrezione giornalistica secondo cui “qualcuno potrebbe avere tentato di recuperare una somma di denaro nascosta da qualche parte, come si vociferava da tempo, in un nascondiglio segreto”. Fatto che acquista importanza proprio perché a seguito della sentenza definitiva in Cassazione, a breve avverrà il sequestro dell’abitazione a favore dei figli della coppia (che vivono con i nonni materni ai quali sono stati affidati), in relazione ai risarcimenti disposti dai giudici e ora con il terzo grado di giudizio divenuti esecutivi. Nessuno dunque avrebbe potuto più entrare ‘legalmente’ in quella casa se non dopo il completamento dell’iter legale. Nessuna pista al momento è esclusa: a violare l’abitazione potrebbe essere anche stato un gruppo di ladruncoli venuti a sapere che l’abitazione era disabitata da anni. Non si esclude nemmeno la pista del mitomane. Indagano i carabinieri.

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