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Miganti, allarme tubercolosi, la denuncia di Salvini: è vero? Risponde l’esperto

“Immigrato malato e in fuga, forse inconsapevole della gravità della sua condizione. Quanti casi come questo? Purtroppo la tubercolosi è tornata a diffondersi, gli italiani pagano i costi sociali e sanitari di anni di DISASTRI e di invasione senza regole e senza controlli. Dicevano che eravamo cattivi, allarmisti, pericolosi. Ce l’ho messa e ce la metterò tutta per invertire la rotta”. Lo scrive in un post su Facebook il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini. Ma è davvero così? Subito arriva la replica della Società italiana di Medicina delle migrazioni (Simm) che precisa come nel nostro Paese non vi sia “alcuna epidemia di Tbc legata ai migranti”. “Abbiamo accertato che il servizio di igiene sanità pubblica dell’Ulss ha già avviato tutte le procedure del caso, avviando controlli specifici sulle persone che nei giorni scorsi sono state a contatto con questa persona.

Allarme tubercolosi, la nota della Prefettura

Poi arriva la rassicurazione della prefettura: “Il protocollo è stato rispettato come da normativa, quindi sotto l’aspetto sanitario non c’è nulla da temere”, dice il viceprefetto vicario di Vicenza, Lucio Parente, riferendosi al migrante. “Allo stesso tempo – ha aggiunto Parente – abbiamo interessato tutte le forze di polizia, a cui abbiamo segnalato l’allontanamento dello straniero, che al momento risulta irreperibile e non sappiamo dove si trovi”. “Se Salvini fosse nato a Roma il suo soprannome sarebbe ErBugia. Più che titolare del ministero dell’interno mi pare ministro delle bufale”, dice il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali.

Cosa è la tubercolosi?

La tubercolosi o tisi o poriformalicosi, in sigla TBC, è una malattia infettiva causata da vari ceppi di micobatteri, in particolare dal Mycobacterium tuberculosis, chiamato anche Bacillo di Koch. Considerata fino alla metà del XX secolo una malattia grave, invalidante e alla lunga mortale se non tempestivamente diagnosticata e curata, divenuta oggi nei paesi occidentali più facilmente diagnosticabile e curabile, la tubercolosi attacca solitamente i polmoni (tubercolosi polmonare), ma può colpire anche altre parti del corpo (tubercolosi extrapolmonare). Si trasmette per via aerea attraverso goccioline di saliva emesse con la tosse secca. La maggior parte delle infezioni che colpiscono gli esseri umani risulta essere asintomatica, cioè si ha un’infezione latente. Circa una su dieci infezioni latenti alla fine progredisce in malattia attiva, che, se non trattata, uccide più del 50% delle persone infette. I sintomi classici sono una tosse cronica con espettorato striato di sangue, febbre di rado elevata, sudorazione notturna e perdita di peso. L’infezione di altri organi provoca una vasta gamma di sintomi. La diagnosi si basa sull’esame radiologico (comunemente una radiografia del torace), un test cutaneo alla tubercolina, esami del sangue e l’esame microscopico e coltura microbiologica dei fluidi corporei. Il trattamento è difficile e richiede l’assunzione di antibiotici multipli per lungo tempo. La resistenza agli antibiotici è un problema crescente nell’affrontare la malattia. La prevenzione si basa su programmi di screening e di vaccinazione con il bacillo di Calmette-Guérin.

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