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Migranti, cosa prevede l’accordo UE del 29 giugno 2018

Su base volontaria, ma ci sarà. Stiamo parlando dell’accoglienza dei migranti da parte di tutti e 28 gli stati europei che hanno partecipato al vertice concluso oggi, 29 giugno 2018, con l’accordo che ha fatto dire al Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte: «Da questo Consiglio esce una Europa più responsabile e solidale, l’Italia non è più sola». Ma è davvero così? Cambierà in modo sostanziale la situazione per l’Italia? Siamo i soli a pensare che non sarà facile con l’accoglienza da parte degli altri stati europei solo su base volontaria? Innanzitutto cerchiamo di capire se gli sbarchi continueranno ad essere solo un problema italiano oppure anche gli altri stati europei se ne faranno carico.

Migranti, cosa prevede l'accordo UE del 29 giugno 2018

Migranti accordo UE: accoglienza su base volontaria da parte di tutti gli Stati

Come detto, il cuore dell’accordo raggiunto dopo dieci ore di trattative nella notte è quello che prevede l’accoglienza dei migranti, su base volontaria, da parte di tutti i 28 stati UE. «Sul territorio dell’Unione –  afferma il testo condiviso tra i membri dell’Unione – coloro che sono salvati secondo il diritto internazionale dovrebbero essere presi in carico, sulla base di uno sforzo condiviso, attraverso il trasferimento in centri controllati istituiti negli Stati membri, solo su base volontaria, dove verrà effettuata una selezione rapida e sicura tra migranti irregolari, ritorni e asilanti». C’è però quel condizionale che rende tutto molto incerto, così come è poco chiaro il significato del termine sforzo condiviso se il tutto è condizionato dalla volontarietà.

migranti accordo ue 29 giugno 2018

Migranti, accordo UE: arrivano le piattaforme regionali di sbarco

La novità più importante prevista dall’accordo riguarda la nascita delle piattaforme regionali di sbarco, che dovranno essere gestite in collaborazione con l’Alto commissariato dell’ONU per i rifugiati. «Queste piattaforme dovranno valutare le situazioni dei singoli, nel pieno rispetto del diritto internazionale, e senza creare un fattore di attrazione» dei migranti che vogliono arrivare in Europa. Nel testo dell’accordo non è però precisato se le piattaforme debbano essere sul territorio europeo oppure – differenza sostanziale – se potranno essere situate in paesi extra UE. Però, l’accordo di fatto viene rimesso in discussione, almeno su base volontaria, il Regolamento di Dublino: cioè per la prima volta varrebbe il principio secondo il quale responsabile dell’asilo è il primo paese di sbarco nel porto più sicuro.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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