di Michela Becciu in

Minneapolis, donna uccisa ‘per errore’ da poliziotti: li aveva chiamati per segnalare rumori sospetti in casa


 

Minneapolis, donna uccisa ‘per errore’ da poliziotti: li aveva chiamati per segnalare rumori sospetti in casa. Justine Damond aveva 40 anni, indagini in corso

Minneapolis: donna uccisa erroneamente dai poliziotti. Justine Damond, questo il nome della vittima, come riferito dal figliastro agli inquirenti “aveva chiamato gli agenti dopo aver sentito dei rumori sospetti vicino casa” ma, per dinamiche ancora non chiare, i militari una volta giunti sul posto avrebbero ucciso lei per errore, a colpi di pistola.

Justine Damond

Sono queste le pesanti accuse rivolte ad alcuni poliziotti dopo la morte della donna che a Minneapolis viveva da tre anni insieme al marito. “Sono profondamente turbata dall’incidente”, queste le parole del sindaco della città americana, Betsy Hodges, che ha chiesto a gran voce sia fatta luce sulla inquietante vicenda. La Hodges si è anche chiesta perché gli agenti non fossero dotati di ‘body camera’, dispositivi che dovrebbero riprendere le azioni dei poliziotti in modo da evitare abusi.

La 40enne temeva che qualcuno si stesse introducendo nella sua cosa. Era sola in quel momento, spaventata, ed ha allertato il 911 chiedendo l’intervento delle autorità. Quando la polizia è giunta sul posto, la donna secondo la ricostruzione sarebbe scesa in strada in pigiama, avvicinandosi alla volante per spiegare la situazione agli agenti. A quel punto uno di loro, seduto sul sedile posteriore, avrebbe estratto la pistola d’ordinanza, sparandole. La polizia di Minneapolis ha confermato che si è trattato di un tragico incidente. Gli agenti al momento sono stati  sospesi del servizio in attesa che vengano concluse le indagini.

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