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Monica Silva e l’esperienza a Eicma: «La fotografia è come una terapia, per tutti»

I nostri lettori conoscono già Monica Silva, la fotografa brasiliana di origine ma milanese di adozione che con i suoi scatti ha animato le ultime tre edizioni di Eicma, il Salone internazionale del ciclo e del motociclo di Milano. Lo scorso anno, in una breve intervista, le avevamo chiesto di raccontarci il segreto dei suoi ritratti, di grande intensità. Sia che si tratti di foto scattate a personaggi famosi, sia nei ritratti di persone comuni, semplicemente appassionate di moto, a Eicma Monica è riuscita nell’intento di catturare l’anima di ciascun soggetto, immortalato nel non semplice contesto di una frequentatissima manifestazione quale è la fiera milanese.

Anche gli scatti a Eicma 2017 hanno confermato la sensibilità di Monica Silva nel portare in luce con l’obiettivo anche i soggetti più difficili. E’ stato così, ad esempio, con l’attore Keanu Reeves, uno dei personaggi famosi che sono transitati da Milano all’ultima edizione del Salone internazionale del ciclo e del motociclo. Ritratti che colpiscono, uno dopo l’altro, in un percorso coinvolgente che riporta all’uomo e alle sue passioni, tra cui (appunto) le due ruote. All’ultima edizione di Eicma Monica Silva ha fotografato, oltre a Keanu Reeves, anche Chaz Davies, Federica Pellegrini, Francesco Gabbani, Guido Meda, Charlie Gnocchi, Roberto Parodi, Alessandro Frassica, Laura Cola.

Keanu Reeves e Gard Hollinger (Arch Motorcycles) A – Foto di Monica Silva – EICMA PHOTO LIVE 2017

Ciao Monica, continua dunque questo sodalizio con Eicma. Come è andata questa edizione 2017?

«Quest’anno con il mio stand ero posizionata in una nuova area, nei padiglioni istituzionali, accanto ai grandi marchi dell’automobilismo. Non ero più nell’area custom, quindi non più a contatto diretto con le persone. E’ stato molto più difficile misurarsi con un ambiente più formale, con manager e addetti ai lavori di marchi leader mondiali. Ma io amo fare cose nuove, per mettermi sempre alla prova, ho accettato l’impegno ed è stato anche molto più forte di quanto immaginassi».

Non è cambiato il tuo approccio però, cerchi sempre di “scavare” in profondità i tuoi soggetti

«Non riesco mai ad allontanarmi da questa mia peculiarità di andare in profondità, alla ricerca della persona più vera possibile. Il contesto quest’anno era ancora più complicato, non avevo certo a disposizione un luogo appartato… Nell’area istituzionale eravamo sotto gli occhi di tutti, a volte c’era una vera e proprio folla attorno a me mentre scattavo. E’ molto difficile mantenere una tensione emotiva nel soggetto in un contesto del genere. Ma alla fine non è cambiato niente, mi sono anche divertita nel cercare di mettere i miei soggetti nelle condizioni migliori per farsi fotografare, naturali, senza filtri o condizionamenti di alcun tipo. Ho visto manager e sportivi divertirsi come dei bambini nel mio spazio e lasciarsi coinvolgere dal mio approccio di amicizia e empatia. Sono felice perché ho visto molti occhi lucidi anche quest’anno. Alcuni mi hanno detto “ho provato un’emozione forte”. Quest’anno ho creato uno scenario simile ad un salotto di casa dove ho portato una moto: perché chi ama la moto se la porterebbe in casa, come se fosse il divano preferito.»

L’anno scorso nel tuo stand si respirava tantissima allegria tra chi si faceva fotografare. Chi si è divertito di più  quest’anno tra i molti Vip che sono passati da te?

«Chaz Davies, ad esempio, si è divertito tantissimo. O meglio, è stato buffo durante lo shooting era allegro e ho avuto la forte sensazione che si stesse divertendo molto. Lui ha detto “di solito mi fotografano quando ho finito una corsa e mi tolgo il casco, sono comunque in ambito sportivo”. Si è divertito molto mentre lo truccavamo. Anche Michele Pirro mi ha colpito, sembrava un bambino in un parco giochi! Quando riesci a farli immergere in questo mondo, come ho fatto, li vedi così vulnerabili, dei ragazzi che si divertono! Guido Meda invece era molto sicuro di sé, sapeva già come mettersi in posa; per cui sono andata io a “scomporlo” un po’, per renderlo più naturale e alla fine anche lui ci ha preso gusto. Francesco Gabbani, personaggio molto umano di grandissima disponibilità. Io avevo cento persone attorno a lui e dovevo fare una foto, non era per nulla facile eppure lui mi ha messo a mio agio, aiutandomi tantissimo.»

Francesco Gabbani – Foto di Monica Silva – EICMA PHOTO LIVE 2017

Ma c’è qualcuno che ti ha colpito più di altri?

«Come ti ho detto Francesco Gabbani, che pur avendo moltissimi impegni mi ha dedicato davvero il suo tempo senza fretta. Mi ha colpito molto anche Stefano Accorsi, persona di grande umanità con il quale ci sarà una collaborazione in futuro e poi Federica Pellegrini. Lei è abituata ai riflettori, ma è una ragazza davvero semplice e alla mano, un viso angelico bellissimo da fotografare. Poi c’è stato Keanu Reeves, persona molto difficile da fotografare. Lui è un personaggio che non è mai tranquillo in un contesto del genere, quasi assalito dai fan, sempre illuminato da flash. Non era questo certo il contesto più adatto per fotografarlo, lui sicuramente sarebbe uscito meglio nella privacy e nella tranquillità dello studio fotografico. Spero di essere riuscita comunque a regalare un’immagine un po’ diversa di lui.»

Qualche rimpianto per questa edizione?

«Come dicevo avrei voluto fotografare Keanu Reeves in un altro contesto, ho sentito in lui una persona fragile che avrebbe avuto bisogno di una speciale cura per uscire allo scoperto, al suo meglio, anche in una semplicissima fotografia. La fotografia è come una terapia, riesce a far uscire fuori i tuoi demoni. E questo vale per tutti, Vip e persone comuni.»

Quanto ti ha dato questa terza esperienza a Eicma?

«Questa esperienza mi ha dato molto, moltissimo. La fotografia è uno spazio terapeutico anche per me stessa. Cercare di andare così a fondo con le persone, è un modo per cercare di mettermi alla prova come professionista senza alcun risparmio, fisico ed intellettuale. E’ uno grande sforzo umano e psicologico anche per me. Il fatto che dopo questa edizione mi sia presa una bella influenza rende bene l’idea dell’impegno e dell’energia fisica che ci ho messo (ride, ndr). In ogni caso la rifarei, perché è un appuntamento che mi ha dato l’opportunità di fotografare tantissime persone, non solo Vip. E’ stato un anno importante per Eicma, questa edizione ha avuto numeri importantissimi e ne ho beneficiato anche io. La fotografia è molto oltre un clic, per me, per questo ho dato e avuto tanto da questo evento unico.»

Come è andata con il pubblico “normale”?

«C’era molto afflusso quest’anno, quindi non è stato per niente facile. A volte si sono create delle code e qualcuno se n’è andato. Però c’era parecchio chiacchiericcio attorno al mio stand: molti si fermavano anche solo a guardare quello che stavo facendo. Insomma questa è stata un po’ una novità di quest’anno.»

Charlie Gnocchi, Conduttore Radiofonico – Foto di Monica Silva – EICMA PHOTO LIVE 2017

Qual è l’immagine più forte che ti è rimasta dell’ultima edizione di Eicma?

«Domanda difficile. Io ho sempre bisogno che passi del tempo, che può essere anche qualche giorno oppure anche un mese talvolta, per poter avere la mente libera, non condizionata dalle emozioni vissute durante una sessione fotografica ed essere obiettiva. Quindi al momento non ti saprei dire al momento qual è davvero la “mia” immagine più forte di questa edizione di Eicma, quella che veramente mi ha lasciato un segno. Come divertimento posso dire Charlie Gnocchi, perché lui sembrava… non so cosa sembrava, sembrava un bambino in un corpo troppo grande (ride, ndr) di uomo. Molto spesso se io devo pensare ad un’emozione ad un momento, quando poi vai a rivedere il materiale trovi delle espressioni, dei gesti che al momento assolutamente non avevi notato. La fotografia è una specie di terapia a lungo termine, ha bisogno di decantare con la post-produzione. La fotografia è un mezzo incredibile, perché riesce a fissare nel supporto l’essenza della persona: non è solo un clic, è molto oltre.»

Quindi se è una terapia a lungo termine, la fotografia è un po’ come la moto?

«Sì a volte lasci la tua macchina fotografica lì perché pensi di non avere nulla da raccontare. Così allo stesso modo lasci la moto in garage perché non sei nello stato d’animo giusto per viverla. La moto come la fotografia è libertà, libertà di esprimere sé stessi pienamente, sentire profumi, energia e per questo regala emozioni e sensazioni come la fotografia. E anche la moto è terapeutica: esattamente come spolveriamo e puliamo la nostra macchina fotografica, sistemare la nostra due ruote per poi utilizzarla quando ne sentiamo il desiderio, è terapeutico. Sentire il mondo in maniera tridimensionale: viaggiare in moto per me è questo e assomiglia molto alla fotografia.»

Federica Pellegrini, Nuotatrice italiana e primatista mondiale – Foto di Monica Silva – EICMA PHOTO LIVE 2017
Chaz Davies, Pilota Superbike team Aruba
Laura Cola, Conduttrice TV – Foto di Monica Silva – EICMA PHOTO LIVE 2017
Guido Meda, Telecronista MotoGP e Conduttore TV – Foto di Monica Silva – EICMA PHOTO LIVE 2017
Alessandro Frassica, Chef – Foto di Monica Silva – EICMA PHOTO LIVE 2017
Roberto Parodi, Giornalista e Scrittore – Foto di Monica Silva – EICMA PHOTO LIVE 2017

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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