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Monti: accordo Ue soddisfacente per l’Italia, ma il Ppe lo boccia

Perchè raggiungere un accordo non è stato semplice. Le diverse sospensioni e pause di riflessioni lo hanno testimoniato. Il bilancio pluriennale prevede una spesa di 960 miliardi di euro. La partita giocata dall’Italia rappresentata dal premier Mario Monti, è stata difficile e lo stesso racconta che ha dovuto ventilare l’ipotesi di un veto italiano.

Per l’Italia l’accordo si è concluso con un “miglioramento molto significativo” del saldo netto, paro a meno 3,8 miliardi di euro rispetto ai sette anni precedenti, cioè circa lo 0,23 % del Pil. Sette anni fa le differenze tra le somme versate all’unione e quelle tornate al nostro paese era pari al 4,5 miliardi, circa lo 0,28 del reddito nazionale lordo.

Anche per il Presidente francese Hollande l’accordo raggiunto è il miglior compromesso raggiungibile.
Il Premier Cameron ha commentato che la sua battaglia di fissare un tetto di spesa a 908 miliardi non è stata né isolata né utopica.
Non sono mancati i commenti negativi di molti esponenti dell’Europarlamento: l’accordo “è inaccettabile”, perché “non rafforza la competitività ma la indebolisce e crea deficit” in violazione dei Trattati. E’ scritto nel comunicato dei leader del Parlamento Europeo firmato da Joseph Daul (Ppe), Hannes Swoboda (S&D), Guy Verhofstadt (Alde) e Daniel Cohn-Bendit (Verdi).

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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