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Monti e il suo sorprendente trasformismo

Incredibile, ma vero. Chi scende (o per dirla proprio con Monti ‘sale’) in campo, viene subito contagiato dalla patologia di cui sono affetti storicamente i politici di casa nostra. Il riferimento non è alla demagogia, ma alla scarsa memoria. Amnesie che colpiscono le proprie idee, e le proprie affermazioni.

Silvio Berlusconi è il maestro delle acrobazione dialettiche (in pochi giorni passò dall’idea di candidare proprio Monti per lo schieramento moderato, al bollarlo come il male assoluto), ma il Premier si è subito adeguato. E lo spettacolo è triste, da teatrino di periferia con i muri scalcinati, le locandine strappate, il sipario con i buchi e le sedie che scricchiolano. Sì, perché l’uscita sulla possibile alleanza con il Pdl (ovviamente affrancato dall’ingombrante presenza di Re Silvio) è sinceramente imbarazzante.

Come imbarazzante, non sul piano ideologico e programmatico, ma del puro principio, è  presentare nello schieramento i soliti volti noti che vanno da Fini a Casini a Stracquadanio. Alla faccia del rinnovamento! Così la Lista Civica che poteva intercettare simpatie anche grazie alla proposizione di candidati privi di curriculum parlamentare, ha perso, di default, quell’appeal che le avrebbe garantito qualche voto in più.

Written by Fabrizio Pucci

Fabrizio Pucci nasce nel 1970 a Livorno, città dove risiede. Nel 1984 pubblica il primo articolo, la presentazione della partita di calcio Livorno-Ancona. Dopo il Liceo inizia una serie di collaborazioni con radio e tv che con gli anni lo porteranno fino a Tele+ e Sportmediaset. Attualmente collabora con Il Tirreno di Livorno. Appassionato di Sport, non si perde una partita del 'suo' Livorno per lavoro, ma anche per amore della maglia amaranto. Pessimista di natura, perché è sempre meglio prepararsi al peggio per poi festeggiare il meglio.

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