di Luigi Storti in

Moody’s taglia il rating della Francia, negative anche le previsioni per le banche italiane


 

Il Downgrade dei transalpini dovuto all’insufficienza delle riforme adottate dall’attuale Governo a ristabilire condizioni di competitività del paese. Intanto, anche il trend delle banche italiane mostra segnali poco confortanti.

Tredicesime 2012 a Rischio

Dopo Italia e Spagna tocca anche alla Francia di Hollande: l’agenzia di rating Moody’s ha, nella giornata di ieri, “retrocesso” il rating dei transalpini dalla AAA a AA1. Ad aggravare la situazione anche l’outlook negativo.

In pratica oltre al taglio del rating, anche il giudizio relativo alle prospettive di crescita appare negativo. A pesare sulla decisione, l’insufficienza delle politiche governative su crescita, competitività, servizi e lavoro.

Nella sua nota, Moody’s lancia un monito anche in riferimento alle prospettive di natura meramente fiscale della Francia definendole “incerte” in seguito al deterioramento delle prospettive economiche.

Immediata la reazione del Ministro delle Finanze francese. Appena appresa la notizia Pierre Moscovici, Ministro delle Finanze francese, ha subito dichiarato che le cause del taglio sono da imputare al Governo precedente di Sarkozy definendo la decisone dell’ Agenzia come “una sanzione alla gestione del passato”  e dichiarando che la stessa dovrà fungere da sprone all’attuale Governo per implementatre, a stretto giro di posta, le riforme già presenti sul tavolo e necessarie per un cambio “strutturale” dei settori chiave del Paese.

La soluzione avanzata da Parigi. Oltre al risanamento dei conti ed alla messa in atto delle riforme, nel suo intervento Moscovici ha ribadito la necessità di “stabilizzare” l’area Euro per risollevare l’intera zona dal clima di incertezza che sta vivendo. Ciò, attraverso politiche di bilancio condivise e rispettate ed una gestione fiscale uniforme dei Paesi che ne fanno parte.

Negative anche le previsioni per le banche italiane. Nonostante la capitalizzazione, avvenuta nel 2012, di numerose banche italiane, l’Agenzia ne prospetta il trend negativo a causa del continuo deterioramento degli asset e delle enormi difficoltà incontrate, dai nostri istituti di credito, nell’accesso al mercato dei finanziamenti. Competitività, quindi, che resta ben al di sotto di quella dei gruppi bancari degli altri Paesi della zona UE e prospettive per il 2013 che non lasciano presagire nulla di buono.

Migliorano le prospettive per il Pil italiano. In ripresa il nostro Pil. Nel 2012, Moody’s ipotizza un calo di 2/3 punti percentuali, mentre nel 2013 la contrazione sarà al massimo dell’1% con il consequenziale allontanamento del rischio di recessione. Questo risultato in virtù delle politiche e riforme strutturali messi in campo dall’attuale Governo Monti che hanno dato maggiore credibilità al Sistema Italia attraverso la riduzione del Debito e gli incentivi alla crescita per le Piccole Medie Imprese.

 

 

 

 

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