di Michela Becciu in ,

Morbillo sintomi e vaccino, triplicati i casi in Italia: tutto quello che c’è da sapere


 

Morbillo sintomi e vaccino, triplicati i casi in Italia: tutto quello che c’è da sapere. Unicef lancia l’allarme

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Morbillo allarme Unicef: più di 700 casi nel 2017

Morbillo, è allarme Unicef: i nuovi dati diffusi dal ministero della Salute su questa malattia contagiosa sono preoccupanti e “non fanno che confermare la serietà dell’allarme lanciato più volte in questi ultimi anni”. Lo ha sottolineato Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia. “Il morbillo sta tornando a minacciare la salute e la vita dei nostri bambini”, ha precisato, “nel mondo il virus uccide ogni anno circa 132mila bambini: 15 all’ora, ogni ora di ogni giorno dell’anno”. In Italia nei primi mesi del 2017 sono già stati segnalati più di 700 casi, mentre un anno fa nello stesso periodo i casi erano soltanto 220. Ciò significa che c’è stato un aumento di circa il 230 percento. I casi segnalati riguardano soprattutto Piemonte, Lombardia, Lazio e Toscana.

Iacomini ha inoltre evidenziato come sia di fondamentale importanza non abbassare la guardia e fare il vaccino“Se la copertura vaccinale continuerà a calare c’è il rischio concreto di tornare a vedere nel nostro paese scene che speravamo di avere scacciato per sempre: famiglie che piangono la scomparsa di un figlio per colpa di una malattia che si sarebbe potuta evitare con un semplice vaccino gratuito. Il morbillo, ricordiamolo, non è un banale raffreddore”. Occorre dunque tutelare i bambini, perché “non esiste una medicina specifica per combatterlo, e nei bambini più piccoli e con difese immunitarie più fragili può avere complicanze letali”.

Morbillo: cos’è e quali sono i sintomi

Morbillo, quali sono i sintomi: il morbillo è una malattia infettiva causata da un virus del genere morbillivirus, della famiglia dei Paramixovidae. Si tratta di una malattia molto contagiosa che si trasmette solo nell’uomo e colpisce soprattutto i bambini tra 1 e 3 anni. Per questo motivo così come la rosolia, la varicella, la pertosse e la parotite, viene chiamata ‘malattia infantile”. Quando affetti dal virus i malati vengono isolati nel periodo di contagio.

I sintomi del morbillo non sono particolarmente gravi: la manifestazione più evidente della malattia consiste in una eruzione cutanea simile a quelle della rosolia o della scarlattina, caratterizzata da macchie rossastre su tutto il corpo. La malattia, che ha un periodo di incubazione di circa 10 giorni, ha una durata che varia dai 10 ai 20 giorni. Il morbillo se contratto una volta nella vita si diventa immuni definitivamente, quindi non ci si ammalerà più. I primi sintomi del morbillo sono quelli simili al raffreddore – congiuntivite, tosse secca e naso che cola – accompagnati da febbre abbastanza alta. Subito dopo fa la sua comparsa l’eruzione cutanea di cui sopra: puntini bianchi all’interno della bocca e dopo 3-4 giorni dei piccoli punti rosso vivo dapprima dietro le orecchie e sul viso, e poi su tutto il resto del corpo. Questa eruzione cutanea dura in media dai 4 ai 7 giorni, poi scompare progressivamente. Può capitare che permanga per qualche giorno sulla pelle una lieve desquamazione.

Il morbillo è diffuso in tutto il mondo e nei Paesi a clima temperato colpisce i bambini nei periodi che vanno dalla fine dell’inverno alla primavera. In Italia c’è l’obbligo di notificare la malattia alle autorità sanitarie. Il morbillo non è una malattia banale e talvolta può essere addirittura mortale in quanto provoca il calo delle difese immunitarie ed un coinvolgimento del sistema respiratorio.

Allarme Morbillo in Italia: l’importanza della vaccinazione

In Italia il vaccino anti morbillo non è obbligatorio, tranne per le reclute all’atto dell’arruolamento, ma viene tuttavia consigliato dalle autorità sanitarie. Il vaccino in questione esiste nella forma di un complesso vaccinale contro il morbillo, la parotite e la rosolia (Mpr).

I medici consigliano la somministrazione ai neonati di una prima dose del Mpr prima del 24° mese di vita, preferibilmente al 12-15° mese, con successivo richiamo verso 5-6 anni o 11-12 anni. Fino al 6°-9° mese il neonato può essere protetto dagli anticorpi, se la madre è immunizzata. La durata di immunizzazione del neonato è più breve se però la madre è stata immunizzata da un vaccino e non dal morbillo stesso. Non possono sottoporsi alla vaccinazione gli individui con deficit immunitario o sotto terapia immunosoppressiva (corticoidi, antineoplastici, antirigetto), né, per precauzione, le donne incinte o che desiderano esserlo nel mese successivo. E’ invece consigliato alle persone infette da Hiv che non hanno ancora sviluppato l’Aids.

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