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Morcone, Ministero dell’Interno: “Usare i migranti per i lavori utili nelle città”

“Usare i migranti per i lavori utili nelle città”: è la proposta del prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento immigrazione del Ministero dell’Interno, intervistato da Virginia Piccolillo sul Corriere della Sera. Una proposta che solleverà al solito un vespaio di polemiche, garantite ogni volta che si parla di come gestire l’emergenza migranti nel nostro paese.

L’intervista di Morcone suona come una risposta alle durissime parole del leader leghista Matteo Salvini, che durante un comizio a Ferragosto aveva parlato di “liberare le città dai migranti”, facendo uso di Polizia e Carabinieri. “Alcuni sindaci hanno già attivato progetti di volontariato che vedono i migranti protagonisti. È ora di fare un passo in avanti”, ha detto invece Morcone, inquadrando meglio la proposta.

Che ci sia un gran bisogno di “manodopera” per garantire il decoro urbano in molte delle nostre città, grandi e piccole, è un dato di fatto: la proposta di Morcone quindi risponde ad un’esigenza reale e sentita da molti cittadini. Ma a quali migranti si riferisce Morcone? Il capo del Dipartimento immigrazione pensa di utilizzare “Solo quelli che sono legittimamente sul nostro suolo: i rifugiati o chi ha già presentato la richiesta di asilo”. Ed alla domanda se prevede una retribuzione a fronte del lavoro che dovrebbero svolgere risponde “Non penso a una paga con tariffe nazionali. Ma a una retribuzione che potrebbe essere ridotta: la decurtazione servirebbe per recuperare i costi dell’accoglienza”.

E gli italiani che non hanno un lavoro? Incalzato dalla giornalista del Corriere Morcone risponde: “Io mi occupo di immigrati Dei cittadini italiani se ne dovrebbero occupare altri ministeri. Se mi danno l’incarico cercherò soluzioni per quel problema. Attualmente mi piacerebbe che a rompermi la testa non fossi solo io che sono un prefetto”.

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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